Immagine di copertina: Gerry Scotti. Fonte: Flickr
Da mesi sono i protagonisti di una delle più appassionanti e combattute sfide Auditel della televisione italiana.
Da una parte il decano dei conduttori tv, cresciuto tra radio, quiz e grandi format internazionali, dall’altro il simbolo della nuova generazione di entertainer, formatasi nell’era dei talent e dei social.
Gerry Scotti Vs Stefano De Martino è un duello che mette a confronto due mondi e linguaggi televisivi. La Ruota della Fortuna vs Affari tuoi, Mediaset vs Rai, Nord vs Sud, esperienza vs freschezza anagrafica, solidità vs dinamismo, sostanza vs addominali, affidabilità vs imprevedibilità.
Ogni sera, da settembre scorso, i due programmi dell’access prime time (la prestigiosa fascia di palinsesto che segue il telegiornale della sera e che precede la prima serata, il cui orario di partenza è ormai slittato a cavallo tra le 21.45 e le 22) si dividono circa dieci milioni di telespettatori, totalizzando complessivamente circa il 50% di share.
Dopo il sorprendente exploit iniziale dello storico quiz di Canale 5, progressivamente il programma di Rai1 – che l’anno scorso aveva vita facile contro Striscia la notizia – è riuscito a contenere i danni e quindi a riavvicinarsi, talvolta anche a superarlo, al titolo concorrente.
Zio Gerry e Stefano, il fidanzato della figlia
“La prima palese differenza tra i due è quella anagrafica, che si traduce anche in una differenza nella visione del mondo. L’abbigliamento culturale e il sentire di Gerry sono quelli di un uomo over 60 (ad agosto prossimo compirà 70 anni, Ndr), Stefano nasce e vive con una sensibilità completamente diversa.
Sono due persone familiari: Gerry è confortevole per le signore, infatti è lo zio Gerry, come zia Mara (Venier, Ndr); Stefano (37 anni da festeggiare a ottobre, Ndr), invece, è il fidanzato della figlia o della nipote, è il bravo ragazzo che entra in famiglia”.
A osservarlo è Stefano Santucci, 67 anni, tra i più grandi autori tv del nostro Paese (ha inventato la ghigliottina de L’Eredità, ha ideato insieme a Paolo Bonolis il format di Avanti un altro, è cresciuto al fianco del grande Corrado Mantoni a Il Pranzo è servito).
Santucci per evidenziare la “differenza di energia che viene comunicata” dai due, parla con un pizzico di divertimento di “differenza ormonale”: “L’ormonalità di Stefano si percepisce dallo sguardo delle concorrenti, dallo spirito da spogliatoio di calcetto, dall’energia guascona. Gerry questo non ce l’ha più. È il bello della diversità delle offerte”.

Stefano Santucci
La gavetta di Scotti e De Martino
Scotti è diventato Scotti dopo un percorso di gavetta più tradizionale, iniziato negli anni Settanta dalle radio locali (a Radio Hinterland Milano 2), mentre De Martino ha avuto a che fare, volente o nolente, anche con il mondo del gossip.
“Stefano la gavetta l’ha fatta. Non è capitato in tv perché raccomandato. Ha compiuto scelte complesse nella vita, da giovanissimo ha dimostrato da subito carattere scegliendo la danza, con il supporto del papà: a Torre Annunziata, in Campania, tutti i ragazzini facevano calcetto, lui scelse la danza.
E poi” – analizza Santucci, capoprogetto da sempre dello show di successo di Rai2 Stasera tutto è possibile, che da 7 anni è nelle mani di Stefano De Martino, in passato ha collaborato da autore con Gerry Scotti, nella primissima edizione de La Corrida post Corrado nel 2002 e a La Stangata – “ha fatto tanta vita da strada, come fruttivendolo portava a domicilio la frutta. Ha sviluppato un grande senso della disciplina artistica ad Amici”.
Effettivamente il talent show di Maria De Filippi (fu allievo di danza nell’edizione andata in onda tra il 2009 e il 2010) ha rappresentato per De Martino una tappa cruciale.
“Stefano oggi si prepara, è bravo: è la scuola della De Filippi, che non è una scuola da poco. Stefano è stato scelto da Maria, che ha visto in lui un talento potenziale che poi è riuscito a esprimere.
De Martino ha fatto una gavetta più moderna, meno visibile, ma più social. L’esposizione del gossip – stava con Emma Marrone, poi Belen, di cui è stato il fidanzato e poi il marito – aiuta per la visibilità, ma può essere anche una tomba.
Lui è stato bravo emotivamente a gestire una situazione complicata, perché in un’età giovane è stato molto esposto e in quei casi rischi di montarti la testa e di fare scelte sbagliate. Puoi non reggere il successo. Devi avere idee chiare e umiltà.
Magari non sembra” – continua Santucci – “ma Stefano è umile, si prepara, studia, è consapevole che la sua preparazione è necessaria per andare avanti. È raro. Un ragazzo come lui potrebbe adagiarsi sugli allori, invece si impegna.
Oggi tutto si consuma velocemente, è difficile trovare in giro la valorizzazione dello studio. Stefano potrebbe fare l’influencer e sfruttare anche economicamente la sua visibilità diversamente!.
Non a caso, la prima dichiarazione ufficiale di De Martino nel ruolo di direttore artistico di Sanremo 2027 (“Sto studiando”, ha detto al Tg1 a inizio marzo) va proprio in questa direzione.
Scotti ha invece potuto godere del momento d’oro di quella che inizialmente era Fininvest e poi è diventata Mediaset: “È figlio della sua storia, Mediaset era la grande novità. Scotti è una persona solida, dà tranquillità, conosce a menadito il suo mestiere, ha padronanza e affidabilità.
Le pubblicità” – osserva Santucci – “affidate a Scotti sono più di quelle affidate a Stefano, perché Gerry è rassicurante, è tranquillizzante. Ha una popolarità totale. Scotti è un archetipo della conduzione e del mondo televisivo”.
Stasera tutto è possibile come Passaparola
La forza di un volto televisivo non può prescindere da un titolo che funzioni. Perché, per dirla con Santucci, “tutti i conduttori devono incrociare una trasmissione dove riescano a trovare loro stessi”.
E così, se “Gerry ha trovato la consapevolezza piena dei suoi mezzi con Passaparola”, quiz andato in onda nel preserale di Canale 5 dal 1999 al 2008, De Martino ha ‘svoltato’ la sua carriera con Stasera tutto è possibile, dove arrivò “grazie all’intuizione di Carlo Freccero”, che puntò su di lui anche per la conduzione (allora in coppia con la moglie Belen) della Notte della Taranta su Rai2.
“Un tempo c’era la tv dei ragazzi, delle sperimentazioni per far crescere i conduttori, come successo per Bonolis e Frizzi. Oggi questo non c’è più, è molto più difficile trovare un ricambio”, riflette Santucci.
Che ricorda: “Quando Gerry faceva Striscia la notizia non aveva gli stessi risultati che oggi ha con La Ruota della fortuna”. Perché l’irriverenza del tg satirico di Antonio Ricci non era perfettamente in linea con la simpatia bonaria di Scotti.
La Ruota della fortuna vs Affari tuoi
A proposito di programmi, ne La Ruota della fortuna “lo spettatore è più coinvolto nella risoluzione del gioco, mentre in Affari tuoi è più passivo, vede la storia di un altro”.
Differenze che spingono a fare certi ragionamenti anche sulla capacità di adattamento di un conduttore in contesti a lui più lontani. Esempio: ‘Avanti’ un altro è un gioco fatto su misura di Bonolis, ma Gerry Scotti qualche anno fa lo ha condotto per un centinaio di puntate.
“Lo fece benissimo” – rammenta Santucci – “Stefano farebbe altrettanto, anche se non si è mai confrontato con un gioco di domande, sebbene Avanti un altro non sia soltanto questo. Gerry e Stefano sono accomunati nella grande capacità di relazione con gli altri e con i concorrenti. Sono due empatie diverse, una più brianzola, una più meridionale”.

Stefano De Martino. Fonte: Wikimedia Commons
Nord Vs Sud
E qui si arriva ad un altro macro elemento che segna la distanza tra il pavese Scotti e il napoletano De Martino.
“Stefano ha una meridionalità che si traduce nella sua solarità. ‘Stasera tutto è possibile’ è una trasmissione meridionale, si registra a Napoli, vi partecipano Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Peppe Iodice, Giovanni Esposito, Hebert Ballerina.
Con la prima puntata di questa stagione in Campania abbiamo fatto il 35%”, racconta Santucci, delineando un parallelismo interessante: “Oggi Napoli è l’America’s Cup, è un set per tanti film, è piena di turisti, è una città che sta andando di moda. Un tempo Milano era la capitale economica dell’Italia, era la Milano da bere.
Oggi nel sentire comune, nello spirito dei tempi Napoli va di moda, è una chiave di interpretazione della realtà. Stefano con la sua energia, gioventù e napoletanità incrocia questo spirito dei tempi”.
“Sporcarsi di sugo”
Ecco, i tempi. Scotti – anche per ragioni contrattuali (è sempre stato un volto Mediaset) – è salito sul palco del teatro Ariston ben oltre i 60 anni, nel 2025 quando Carlo Conti lo ha voluto al fianco di Antonella Clerici per la prima serata del Festival di Sanremo.
Dall’altra parte De Martino sarà non soltanto conduttore, ma pure direttore artistico della kermesse canora, ben prima di compiere i 40 anni.
Insomma, universi distanti – che raccontano epoche televisive lontane, durante le quali molto, moltissimo, nella comunicazione è cambiato – accomunati dal successo popolare, l’elemento decisivo per chi fa televisione generalista.
Perché alla fine l’unica cosa che conta è “sporcarsi di sugo” (cit. Antonella Clerici) e saper parlare a tutti.




