Tra sfiducia e innovazione: come cambia il consumo delle notizie in Italia

Di il 17 Giugno, 2024
risultati del Digital News Report 2024
Secondo il Digital News Report 2024, l'interesse per le notizie in Italia ha subito un calo drastico, passando dal 74% nel 2016 al 40% nel 2024

Il Digital News Report ha dipinto anche quest’anno un quadro complesso per il mondo dei media, segnato da una serie di sfide significative. Tra queste, spiccano il calo dell’interesse per le notizie riguardanti conflitti come quelli in Ucraina e Medio Oriente, l’ascesa dei deepfake, l’avanzamento dell’intelligenza artificiale, e un crescente utilizzo dei video per informarsi. Si osserva inoltre una diminuzione nella disponibilità degli utenti a pagare per le news online, accompagnata da un declino nell’uso dei social tradizionali come Facebook e X per accedere alle notizie.

Nel contesto di un anno elettorale con un numero record di elettori coinvolti globalmente, si tratta di risultati che generano incertezze e pressioni significative sull’industria dei media. 

Il Digital News Report è una ricerca annuale del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’università di Oxford condotta in 47 paesi, che analizza gli ultimi trend sull’evoluzione dei consumi informativi e del panorama mediale.

I risultati del Digital News Report 2024

A livello globale, il report registra una crescente avversione alle notizie, con fino al 39% degli intervistati che evita attivamente le news, un aumento che si nota in particolare in paesi come Brasile, Spagna, Germania e Finlandia. Inoltre, l’indagine rileva una preoccupazione marcata (59%) tra i cittadini incapaci di distinguere tra contenuti affidabili e non affidabili online, specialmente su piattaforme emergenti come TikTok e X.

L’atteggiamento nei confronti dell’uso dell’intelligenza artificiale generativa per le notizie rimane cauto, con una minoranza favorevole negli USA (23%) e in Europa (15%) all’idea di notizie scritte principalmente dall’AI. Tuttavia, c’è maggiore accettazione per notizie scritte da giornalisti assistiti dall’AI, con il 42% negli USA e il 33% in Europa a favore. Il formato video guadagna terreno, specialmente tra i giovani, mentre i podcast rimangono un contenuto di nicchia. 

Rasmus Nielsen, direttore del Reuters Institute, ha sottolineato la necessità per giornalisti ed editori di adattarsi a un ecosistema mediatico più complesso e competitivo per attirare e mantenere l’attenzione del pubblico.

Cosa emerge in Italia

La fiducia nelle notizie rimane stabile al 34% in Italia, con l’ANSA in testa alla fiducia degli italiani (75%). Nonostante il pagamento per gli abbonamenti mostra un calo al 10%, il 63% consulta le notizie più volte al giorno, preferendo testate percepite come imparziali e cercando contenuti che offrano sia aggiornamenti che approfondimenti.

L’interesse per le notizie ha subito un calo drastico, passando dal 74% nel 2016 al 40% nel 2024, con le maggiori diminuzioni registrate tra le donne, i giovani e le persone con redditi o livelli di istruzione più bassi. Nonostante il calo, la televisione continua a essere la fonte di informazione più popolare, coinvolgendo il 50% del pubblico, seguita dal web al 43%. Probabilmente, assisteremo a un sorpasso dell’online nei prossimi anni, come già avvenuto in paesi come Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti.

Al contrario, la stampa cartacea e la radio attraggono solo il 4% degli utenti ciascuna. I social media, in particolare, si confermano come una delle principali vie di accesso alle notizie, utilizzati dal 39% degli italiani e principale fonte per il 17% di essi. Tuttavia, il loro utilizzo come fonti di notizie sta diminuendo. Si osserva anche un cambiamento nelle preferenze delle piattaforme: Facebook sta perdendo appeal, in particolare tra i giovani, mentre X (ex Twitter) ha visto ridursi notevolmente la sua rilevanza. Al contempo, altre piattaforme che favoriscono il formato video, come Instagram e TikTok, stanno guadagnando popolarità. 

È interessante notare come sia cambiato l’accesso alle notizie online: si è ridotto l’uso diretto di siti e app dedicate all’informazione a favore degli aggregatori come Google News, che raccolgono contenuti da diverse fonti, facilitando un accesso più variegato alle notizie.

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