Immagine di copertina: Selvaggia Lucarelli. Fonte: Wikimedia Commons
Nei giorni scorsi Mediaset ha ufficializzato l’affidamento della conduzione dell’Isola dei famosi a Selvaggia Lucarelli (al suo fianco ci sarà Alvin).
Si tratta della 20esima edizione (le registrazioni sono in corso in queste settimane nelle Filippine) e andrà in onda su Canale 5 “nel corso delle prossime stagioni”, come ha annunciato in maniera insolitamente vaga il Biscione.
Selvaggia Lucarelli conduttrice per Mediaset non è una notizia qualsiasi
La notizia porta con sé una serie di conseguenze.
Sul piano del mercato televisivo, per esempio, significa che la Lucarelli, capace di costruire una relazione stabile con il suo pubblico e di trasformare il suo profilo professionale in una sorta di brand editoriale, lascerà la giuria di Ballando con le stelle, lo show del sabato sera di Rai1 condotto da Milly Carlucci al quale aveva contribuito a ridare vivacità negli ultimi anni, mettendo in difficoltà, in termini di ascolti, persino la corazzata targata De Filippi Tu sì que vales.
Da parte di Mediaset si tratta di una promozione per la giornalista, dopo averla testata da opinionista all’ultimo Grande Fratello. Un fatto non marginale nel mondo della tv, considerando il burrascoso rapporto tra Lucarelli e Mediaset di qualche tempo fa.
Il veto: cosa era successo
Nel 2014 la Lucarelli, già allora attivissima sui social, parlò espressamente di “un veto” posto da Mediaset nei suoi confronti perché, spiegò, “scrissi che Salvo Sottile non doveva invitare a pagamento Schettino”.
Il riferimento è all’articolo che realizzò per il quotidiano Libero a luglio 2012 nel quale criticava la decisione (mai confermata né negata ufficialmente dai vertici del Biscione) di pagare Francesco Schettino per assicurarsi la sua presenza a Quinta Colonna, allora condotto da Sottile (oggi è al timone di Far West su Rai3 e ospita talvolta indovinate chi? Esatto, la Lucarelli), in occasione di un’intervista esclusiva sul caso del naufragio della nave Concordia.
Nel 2012 su Twitter la giornalista, fino a pochi anni prima opinionista fissa dei programmi Mediaset di Barbara d’Urso (successivamente Lucarelli si è detta “pentita di essere stata dalla D’Urso e in altri contenitori simili perché non mi rendevo conto di quanto fosse lontana dalle mie corde quella tv” e proprio della conduttrice ‘col cuore’ è diventata, come noto, una delle critiche più dure), svelò il contenuto di una telefonata con un alto dirigente della tv fondata da Silvio Berlusconi: “Tu sei una deficiente che scrive solo stronzate! Hai voluto fare la guerra a Mediaset? Deficienteeeee!”.

Nel 2015 a GQ Italia la Lucarelli ribadì che l’embargo nei suoi confronti persisteva: “So che tanti conduttori hanno provato ad avermi nei loro programmi ma si sono sentiti dire no. Anzi, saluto Pierluigi Pardo, Luca Telese, gli autori dell’Isola dei Famosi e tutti quelli che mi avrebbero voluta con loro di tanto in tanto. Sono sicura che comunque prima o poi la cosa si appianerà, non ci sono chissà quali ragioni né pendenze legali. È finito l’embargo a Cuba, finirà anche il mio prima o poi”.
Insomma, l’affilatissima penna del Fatto Quotidiano e ideatrice della newsletter di successo ‘Vale tutto’ (secondo le stime di ItaliaOggi nel 2025 il fatturato lordo è stato di 1,77 milioni di euro – la diretta interessata al Post ha confermato che si avvicina ai due milioni di euro), negli ultimi mesi si è rinfrancata con l’universo Mediaset, dove tuttavia non tutti la amano.
Basti pensare a Davide Parenti, il capo de Le Iene, con il quale la battaglia è apertissima da anni (a proposito de Le Iene, la Lucarelli all’Isola dei famosi prende il posto di Veronica Gentili, che conduce proprio lo storico programma di Italia 1).
La scelta di una non-conduttrice
Mediaset ha spiegato che “la scelta di Selvaggia Lucarelli nasce dalla volontà di proporre una nuova interpretazione editoriale del format, valorizzandone la capacità di raccontare i protagonisti, le dinamiche umane e gli aspetti più spettacolari del programma attraverso uno sguardo autorevole, originale e contemporaneo”.
Al netto degli effettivi aggiustamenti – per esempio la conduttrice non sarà in studio in Italia – di cui sarà oggetto il format che debuttò su Rai2 nel lontano 2003 (curiosità: tra i concorrenti c’era Adriano Pappalardo, allora suocero proprio della Lucarelli), è evidente che la tv generalista abbia ormai convintamente intrapreso la strada della conduzione ‘anomala’.
Così, mentre i conduttori puri alla Pippo Baudo (da Simona Ventura ad Alessandro Greco, da Barbara d’Urso ad Alessia Marcuzzi) sono ai margini o addirittura fermi ai box (per motivi vari), la televisione italiana sceglie per i programmi di intrattenimento profili ibridi, come giornalisti, si pensi a Daria Bignardi e Alfonso Signorini al Grande Fratello, prima ancora della Lucarelli, e cantanti.
Pupo, agli inizi degli anni Duemila, in Rai ha vissuto un periodo d’oro da conduttore di quiz e di show di prima serata; Elettra Lamborghini oggi è volto di punta di Rai2; Giorgia è alla guida di X Factor, dove prima di lei c’era stata la collega Francesca Michielin e in precedenza ancora l’attore Ludovico Tersigni; Rovazzi è ormai un presentatore Mediaset. E così via.

Non c’è ricambio generazionale
Una strategia generalizzata che si spiega in primis con la liquidità del sistema dei media: la tv, mezzo di comunicazione tradizionale, si è da tempo fusa con gli strumenti digitali andando a creare un ecosistema interconnesso; l’offerta si è moltiplicata e il pubblico è sempre più frammentato in nicchie.
Per questo motivo la ‘purezza’ professionale oggi viene percepita come un limite più che come un vantaggio.
C’è poi il tema del ricambio generazionale nella conduzione televisiva. Fatta salva l’eccezione rappresentata dal lanciatissimo Stefano De Martino, che a 37 anni sarà direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo, il mercato è statico.
Alessandro Cattelan (46 anni), Massimiliano Ossini (47), Nicola Savino (58) e Marco Liorni (60) sono considerati ancora oggi “la nuova generazione” di conduttori (dichiarazione di Carlo Conti, datata settembre 2023).
Questo la dice lunga sulla necessità da parte dei broadcaster di andare a pescare nomi e volti di provenienza extra televisiva, capaci quindi – almeno sulla carta – di attrarre pubblici diversificati.
Riconoscibilità e capacità di polarizzare
Non sorprende, allora, che vengano premiati volti – come nel caso della Lucarelli – capaci di polarizzare il dibattito, di creare dinamiche non soltanto nello schermo principale, quello della televisione, ma anche di generare conversazioni sulle altre piattaforme, a partire dai social.
Insomma, la scelta di Mediaset racconta poco il futuro di Lucarelli e molto di più il presente della televisione italiana, sempre meno capace (e interessata) di creare nuovi volti e sempre più alla ricerca di personalità ad alto tasso di riconoscibilità che si sono già affermate in altri mondi.




