I Cinque. Gli articoli da ricordare questa settimana (27-03/04)

Di il 04 Maggio, 2024
notizie della settimana
Il peso delle etnie alle Presidenziali Usa, la confraternita dell’uva di Fante, Lega buona e Lega cattiva, la Generazione ansiosa, la Generazione Z a Cosenza

Categoria: politica internazionale

Presidenziali Usa. Il peso delle etnie. Di Milena Gabanelli e Giuseppe Sarcina, il Corriere della Sera del 29 aprile 2024

La rubrica Dataroom analizza la mappa dell’elettorato suddivisa per etnie, incrociata con i principali temi politici in vista delle prossime elezioni americane. I potenziali elettori sono 246,5 milioni: per il 64,8% sono bianchi, il 14% afroamericani, il 14,7% ispanici e il 6,1% asiatici. “A prima vista, la partita elettorale sembra nelle mani dei bianchi, ma non è proprio così. La mappa geopolitica degli Stati Uniti è divisa in due blocchi: uno tradizionalmente democratico e uno repubblicano, ma nessuno dei due ha abbastanza delegati per eleggere il presidente“. Biden e Trump dovranno quindi conquistare i sette stati in bilico: Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin. Secondo alcuni sondaggi, Trump vincerebbe in tutti, tranne che in Pennsylvania. Tuttavia, le minoranze etniche potrebbero essere decisive: gli afroamericani potrebbero fare la differenza in Georgia (33% dell’elettorato), North Carolina (23%), Michigan (14%), Nevada (12%) e Pennsylvania (11%). Gli ispanici potrebbero influenzare l’esito in Arizona (25%) e Nevada (22%), mentre gli asiatici nel Nevada (11%). Quali sono i temi critici per queste minoranze? Un caso evidente è il conflitto di Gaza: solo il 25% degli afroamericani, ispanici e asiatici appoggia Israele, mentre il 64% dei bianchi sostiene l’invio di armi all’Ucraina, contro il 50% degli afroamericani, ispanici e asiatici. C’è poi il tema dell’elettorato femminile: nel 2016, Trump ottenne il 39% del voto femminile, mentre Biden il 55%. Il tema dell’aborto potrebbe essere decisivo, specialmente dopo la decisione della Corte Suprema che ha annullato la legge che ne garantiva il diritto in tutti gli Stati Uniti. Oggi, il 63% delle donne sostiene il diritto di scelta, mentre il 35% vorrebbe renderlo illegale. L’80% dei democratici e il 60% dei conservatori si dichiarano pro-choice. Trump, che si era schierato con i pro-life, ha visto i sondaggi ed è passato a una posizione più neutrale.

 

Categoria: cultura/critica letteraria

Tutti nella Confraternita del genio John Fante. Di Marco Vichi, quotidiano.net del 28 aprile 2024

John Fante scrisse La confraternita dell’uva nel 1977, a 68 anni. È “una storia semplice ma profonda, che, attraverso le vicende dei personaggi, riesce a mettere in scena aspetti umani universali, ciò che ha sempre fatto la grande letteratura,” come affermava il suo traduttore, Francesco Durante, che definì il libro il più bel romanzo del Novecento sul rapporto tra padre e figlio. Vichi lo paragona ai “Fratelli Karamazov” e osserva che “non a caso, proprio ne ‘La confraternita’, Fante racconta il suo incontro giovanile con lo scrittore russo usando parole memorabili: ‘Capii che non sarei mai più stato lo stesso. Il suo nome era Fëdor Michailovič Dostoevskij. Ne sapeva più lui di padri e figli di qualsiasi uomo al mondo (…)‘”Il tratto distintivo di Fante, oltre alla malinconia (in particolare quella familiare, la più poetica di tutte), è l’ironia, a volte amara, a volte divertente. “Fante ci racconta sentimenti complessi con sincerità, mettendo in scena situazioni così reali da sembrare tratte dall’autobiografia, ed è questa una delle caratteristiche dei grandi scrittori, che, soprattutto quando scrivono in prima persona, ci fanno credere che la storia che stanno raccontando sia effettivamente vita vissuta.” John Fante è stato un grande scrittore, anche se non così celebre negli Stati Uniti, almeno non quanto in Europa. Ne Il cervello di Alberto Sordi di Tatti Sanguineti, il geniale sceneggiatore Rodolfo Sonego, lettore enciclopedico che aveva letto tutto di tutti gli autori, racconta con commuovente sorpresa l’incontro con Fante, uno dei suoi idoli insieme a Ernest Hemingway.

 

Categoria: risposta ai lettori

Lega buona e Lega cattiva. Perché un falso mito. Di Aldo Cazzullo, il Corriere della Sera del 1° maggio 2024

Tre lettori chiedono chiarimenti sulla mossa di Matteo Salvini di candidare il generale Vannacci. Cosa ne è della Lega delle origini? E soprattutto, quale sarà il futuro del partito dopo le elezioni? Cazzullo riassume in modo efficace la storia e il destino del partito fondato da Umberto Bossi. Non crede al mito della Lega buona di Bossi e di quella cattiva di Salvini; secondo lui, la Lega è sempre stata un partito di destra dura. Bossi era contro i meridionali e Salvini contro gli extracomunitari; Bossi voleva la secessione da Roma, mentre Salvini la vuole dall’Europa. “È vero che, mentre Salvini ha flirtato con CasaPound e Forza Nuova, Bossi era antifascista e partecipò al corteo del 25 aprile 1994; ciò non gli impedì di governare insieme al Movimento Sociale Italiano, ben prima della svolta di Fiuggi“. Entrambi hanno raccolto i voti popolari, quelli che una volta andavano alla sinistra. “Ma questo è un fenomeno globale: le classi popolari si sentono più tutelate dalla destra, perché la sinistra non ha capito che sono proprio le classi popolari (ma ormai anche gli ex ceti medi) a pagare il prezzo dell’immigrazione incontrollata e della globalizzazione“. Per Cazzullo, Vannacci è un pretesto per i dissidenti che non vogliono una deriva a destra del partito, cercando di fare concorrenza a Fratelli d’Italia. I possibili sostituti, Fedriga e Zaia, sono diversi, il secondo è più centrista del primo. Vedremo, conclude Cazzullo. “Di sicuro, è un partito in cui i cambi di leadership avvengono in modo traumatico“.

 

Categoria: intervista

“La rivolta esistenziale dei ragazzi va ascoltata. Tocca ai prof cambiare”. Di Maria Novella De Luca, La Repubblica del 30 aprile 2024

Massimo Ammaniti, psichiatra e psicanalista, parla del malessere psicologico degli studenti a scuola, un fenomeno sempre più preoccupante e che sta diventando un vero allarme sociale, soprattutto per quanto riguarda i sintomi generati dall’ansia. “La mente dei nostri ragazzi è stata trasformata per sempre dal contatto e dall’abuso degli smartphone. Lo spiega con grande chiarezza Jonathan Haidt, psicologo sociale americano, nel libro Anxious generation”. Per Ammaniti è possibile individuare un preciso momento di svolta: “Il 2012 è oggi considerato uno spartiacque tra le generazioni. Perché è l’anno in cui a livello di massa si diffondono gli smartphone che arrivano anche nelle mani dei bambini. A distanza di oltre 10 anni vediamo l’impatto che hanno avuto su menti così acerbe. Un dato su tutti: il disturbo dell’attenzione”. Ma lo smartphone non è l’unica causa della “generazione ansiosa”. I ragazzi sono cambiati molto velocemente, molti sono figli unici cresciuti in famiglie iperprotettive e la scuola che hanno di fronte non li capisce, torna ai voti, alla disciplina e a una meritocrazia che non si sa bene cosa sia. E, per Ammaniti, la risposta dello Stato è inerte, quando non è repressiva: “soltanto un dato: l’Italia destina alla salute mentale meno del 3 per cento del fondo sanitario nazionale. Ai giovani di questo 3 per cento vanno solo le briciole”.

 

Categoria: economia/lavoro

Lavoro, l’ottica globale e la soddisfazione personale. I nuovi pilasti della GenZ. Di Francesco Alimena, Il Riformista del 1° maggio 2024

La Generazione Z, che comprende i nati tra il 1997 e il 2012, è la prima nativa digitale, cioè la prima a non aver conosciuto un mondo senza tecnologia. Ed è quella che si sta affacciando nel mondo del lavoro. Alimena, consigliere comunale a Cosenza, la descrive come “una generazione multiculturale, politicamente schierata sui diritti individuali e le liberà personali più che su ogni altra cosa, e con un approccio al lavoro completamente diverso: aperti fin da subito a considerare le prospettive di una carriera in ottica globale, più attenti agli aspetti della soddisfazione personale e alle opportunità di crescita rispetto alle retribuzioni.” Se questa è, a grandi linee, la tipologia dell’offerta di capitale umano, dal lato della domanda le nuove professioni riguardano ambiti come l’intelligenza artificiale e la sostenibilità, la cybersecurity e la robotica. Come incrociare i due mondi? Alimena porta l’esperienza di Cosenza, dove si è cercato da un lato di attirare nell’amministrazione giovani interessati a diventare “sciamani della burocrazia” o “agitatori di comunità”, dall’altro di finanziare iniziative private (“Agenda Urbana”) attraverso i fondi di coesione. Tra le opere, tre sono poli rigenerati nel centro storico, con spazi di coworking per nomadi digitali. Sono state poi finanziate le imprese che offrono formazione digitale, come un Innovation Business Hub, che è anche una piattaforma per turismo e cultura, o un Cultural Hub, che ha il compito di coordinare l’intero ecosistema. “Siamo fiduciosi che l’esempio di Cosenza possa fare da apripista in Regioni come la Calabria, territori nei quali è più facile rimanere o ritornare e vivere e a lavorare proprio se si è una delle nuove lavoratrici o dei nuovi lavoratori di questo nuovo mondo del lavoro”.

 

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Alberto Paletta si occupa di comunicazione e relazioni istituzionali presso un gruppo finanziario. Pur attratto dalla politica attiva, preferisce dedicarsi a quella contemplativa. Milanese d'adozione e di elezione, un po' come Stendhal.