Immagine di copertina: un meme sulla Ferrari Luce
Quando le aziende inciampano spesso la colpa è del reparto marketing o dell’incapacità di comunicare i propri punti di forza. A volte, invece, le responsabilità ricadono interamente sul prodotto.
È senz’altro il caso di Ferrari Luce, un’auto dalle linee così insolite da essere già diventata un meme, rischiando persino di azzoppare il Cavallino rampante.
Il danno all’immagine, infatti, potrebbe essere dietro l’angolo. Anzi, dietro la curva.
Il parere degli esperti
A paventare il rischio chi la scuderia di Maranello la conosce bene: Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Ferrari S.p.A. dal 1991 al 2014 e di Ferrari N.V. dal 2013 al 2014, ricoprendo anche l’incarico di amministratore delegato fino a settembre 2006.
“Spero che si tolga il Cavallino almeno da quella macchina”, l’auspicio che sa quasi di supplica che l’ex top manager rivolge al presidente John Elkann e al Ceo Benedetto Vigna.
“Se dovessi dire quello che penso” di questa atipica auto elettrica “farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo”, chiosa Montezemolo.
Negli anni in cui Montezemolo si recava spesso ai box di Formula 1, un altro italiano contava nell’ambente dei motori, Flavio Briatore e anche lui ha voluto dire la sua: “Per me ha un gran vantaggio: i cinesi non ce la copieranno. Per adesso non c’è niente da dire”.
In prima fila per manifestare apertamente tutto il suo stupore per quelle forme tanto irrituali e lontane dal canone, un altro ex manager del Cavallino rampante, Carlo Calenda, oggi leader di Azione: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato”.
Quindi l’ex ministro allo Sviluppo economico dei governi Renzi e Gentiloni ha aggiunto: “Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile”.

Le pernacchie sui social
Maranello si sottopone pazientemente allo schiaffo del soldato, ricevendo sganassoni a destra e a manca.
Sul Web invece è un concerto di sonore pernacchie: c’è chi sostiene che sia la risposta alla Toyota Prius (l’antenata delle macchine elettriche moderne, bruttina da vedere ma costosa e amata soprattutto dalle stelle del cinema di Hollywood attente all’ambiente), chi si chiede se sia un’auto cinese e chi sostiene che persino ChatGPT avrebbe potuto disegnarla meglio.
A proposito dell’Intelligenza artificiale, è un fiorire di meme raccolti per esempio da Quattroruote, come quello che fonde la Ferrari Luce con un’altra discussa auto italiana, la Fiat Multipla.
Il danno reputazionale è dunque già in atto? Impossibile dirlo. Secondo le rilevazioni di Arcadia, per esempio, l’account Instagram della Ferrari nelle ultime 24 ore ha guadagnato 29.300 nuovi follower.
Il social nel portafogli di Meta del resto è stato quello, assieme a Facebook, attraverso il quale Maranello ha veicolato il lancio, a discapito del profilo X che invece continua a tacere.
Il reel di presentazione della Ferrari Luce ha fruttato 18.3 milioni di visualizzazioni e 600mila like. “È curioso notare – sottolineano sempre da Arcadia – questa asimmetria comportamentale: nonostante la polarizzazione negativa i follower crescono, mentre in un momento di bassa polarizzazione, dal 6 all’8 maggio, c’è stato un imponente defollowing con un calo totale di 349 mila follower”.
Ferrari Luce non piace nemmeno ai mercati
Sarà, ma con ogni probabilità a Maranello interessano altri numeri e altri grafici: quelli che arrivano dai Mercati, con Ferrari Luce capace di far crollare il titolo l’8,37 per cento nella prima seduta dopo la presentazione del nuovo modello.
Perdite virtuali, è bene sottolinearlo, ma indicative dello scetticismo che aleggia pure tra gli investitori, come riporta il Financial Times: “la sfida principale per l’azienda è quella di riempire il portafoglio ordini”.
Il prezzo, con listini a partire da 550mila euro, è sorprendentemente alto persino per una Ferrari. E se un cliente tradizionale, troppo affezionato al rombo del motore a scoppio, difficilmente comprerà la Ferrari Luce, ci si chiede se potrà fare breccia negli USA, per esempio tra i paperoni della Silicon Valley, in un momento in cui l’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, osteggia proprio la diffusione delle auto elettriche.
Cosa ci vuol dire Maranello con una Ferrari blu?
E qui stanno appunto i timori degli analisti, che sospettano che Ferrari non creda realmente nel progetto. Il discorso merita di essere approfondito perché strettamente connesso all’immagine dell’azienda e alla sua comunicazione.
Formalmente Ferrari Luce è una “puro sangue” (per citare un altro discusso modello della scuderia) ma tanti indizi, dal prezzo al colore (il modello atterrato sui social era blu, non rosso e quello presentato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, bianco) fino appunto al design affidato al collettivo artistico di San Francisco Love From del creativo britannico Jony Ive (una vita in Apple trascorsa a disegnare device portatili) e del designer australiano Marc Newson (specializzato in sedie ed elettrodomestici) sembrano voler rimarcare che si tratta di un progetto collaterale, destinato ad affiancarsi ai modelli canonici e non a sostituirli.

Testa a testa tra supercar diventate meme
Impossibile saperlo. Quel che è certo, invece, è che Ferrari non è la prima scuderia storica ad aver suscitato tanto clamore.
Andò probabilmente peggio alla britannica Jaguar, che in svariate occasioni il noto giornalista inglese Jeremy Clarkson aveva definito “un’auto da veri villain cinematografici”. Una descrizione che il costruttore ha fatto propria per diversi anni: nel 2014 acquistò uno spazio pubblicitario durante il Superbowl americano per trasmettere un cortometraggio permeato di comicità british che ribadiva il concetto espresso nell’hashtag #goodtobebad.
Solo dieci anni dopo però la “Jag”, di colpo ansiosa di lasciarsi alle spalle un’immagine non troppo lusinghiera, presentò al mondo prima il nuovo logo, con uno spot che pareva più quello di un profumo e, qualche giorno dopo, la sua prima elettrica: la Type 00, vettura dalle linee futuristiche e soprattutto dal colore rosa shocking.
La BBC le dedicò un editoriale dal titolo eloquente: “Stunning or rubbish?”. Una domanda che si ripropone invariata oggi mentre la Ferrari Luce e la Jaguar Type 00 competono nella peculiare categoria delle auto con più meme sui social.
Una gara che non pare portare alcuna gloria al vincitore.




