TikTok evita il bando negli Stati Uniti. Ma a quale costo?

Di il 23 Gennaio, 2026
La nascita della joint venture statunitense evita lo stop a TikTok, ma solleva interrogativi sul reale equilibrio tra interessi economici e sicurezza
Immagine di copertina: logo TikTok. Fonte: Pexels 

TikTok continuerà a operare negli Stati Uniti dopo aver raggiunto un accordo che chiude una delle più complesse partite geopolitiche dell’economia digitale tra Washington e Pechino.

L’app dei video brevi ha annunciato la creazione di una nuova unità statunitense dedicata alla sicurezza dei dati, frutto di un’intesa mediata da Donald Trump e approvata, nei suoi elementi chiave, anche dalla Cina.

L’accordo evita il bando dell’app negli Usa, ipotesi che solo poco più di un anno fa aveva portato TikTok a spegnersi temporaneamente per i suoi 170 milioni di utenti americani, in seguito all’entrata in vigore della normativa che imponeva la cessione o il divieto dell’app cinese.

Una joint venture Usa per dati, algoritmi e moderazione

La soluzione individuata è una joint venture a maggioranza statunitense, progettata per garantire la sicurezza dei dati degli utenti, il controllo dell’algoritmo di raccomandazione, la moderazione dei contenuti e l’affidabilità del software.

Il nuovo veicolo societario sarà controllato per l’80% da un consorzio di investitori americani, mentre ByteDance, la casa madre cinese di TikTok, deterrà il 19,9%, la quota massima consentita dalla legge statunitense.

ByteDance manterrà tuttavia il controllo diretto delle principali attività economiche di TikTok negli Stati Uniti, in particolare e-commerce, advertising e marketing, che rappresentano il cuore del modello di business della piattaforma.

Chi controlla la nuova società e chi siede nel board

TikTok ha annunciato la nomina di un consiglio di amministrazione composto da sette membri.

Ne fanno parte Egon Durban, co-chief executive del fondo di private equity Silver Lake, Mark Dooley, managing director di Susquehanna International Group, e Kenneth Glueck, top executive di Oracle.

Le tre società sono parte del consorzio che controllerà la joint venture insieme al veicolo di investimento emiratino MGX.

Tra gli altri investitori figurano il CEO di Dell Michael Dell, il family office dell’imprenditore francese Xavier Niel e affiliati di General Atlantic e della Susquehanna di Jeff Yass, entrambi già investitori storici di ByteDance.

Oracle, Silver Lake e MGX deterranno ciascuna una quota del 15%.

Algoritmo sotto licenza e dati nel cloud Oracle

Uno dei punti più sensibili del negoziato ha riguardato il controllo dell’algoritmo, da anni al centro delle preoccupazioni sulla sicurezza nazionale americana. La joint venture concederà in licenza l’algoritmo da ByteDance, ma lo riaddestrerà, testerà e aggiornerà utilizzando esclusivamente i dati degli utenti statunitensi.

TikTok ha chiarito che l’algoritmo sarà ospitato e protetto nel cloud di Oracle, che garantirà anche la sicurezza dei dati degli utenti Usa.

Oracle è guidata da Larry Ellison, alleato politico di Donald Trump, un elemento che ha avuto un ruolo rilevante nella costruzione dell’intesa. È anche il padre di David, capo di Skydance-Paramount, colosso che vuole prendere il controllo di Warner Bros. Discovery.

Management e dipendenti: cosa cambia per TikTok Usa

Adam Presser, attuale responsabile delle operazioni di TikTok, sarà il CEO della joint venture.

Presser, fluente in mandarino, è uno dei collaboratori più stretti del CEO di TikTok Shou Zi Chew, che entrerà a sua volta nel consiglio di amministrazione.

Parte del personale americano, in particolare nei team di data security e content moderation, confluirà nella nuova unità, mentre altri dipendenti resteranno formalmente alle dipendenze di ByteDance, secondo fonti a conoscenza del dossier sentite dal Financial Times.

Le misure di sicurezza introdotte dalla joint venture si applicheranno anche ad altre app di TikTok negli Stati Uniti, tra cui CapCut e Lemon8.

Shou Zi Chew. Fonte: Wikimedia Commons

Valutazione, ByteDance e ritorno di fiducia dei mercati

Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato che l’accordo valuta la joint venture circa 14 miliardi di dollari. Una cifra che riflette il fatto che ByteDance continuerà a controllare le linee di business più redditizie.

Secondo due fonti vicine alla società, la valutazione di ByteDance nelle transazioni sul mercato privato è salita nelle ultime settimane a circa 500 miliardi di dollari, in forte recupero rispetto ai meno di 300 miliardi toccati quando il bando negli Usa sembrava imminente.

Un investitore della società cinese ha infatti commentato l’accordo sostenendo che “salva il mercato statunitense per TikTok e lascia a ByteDance la maggior parte dei benefici economici”.

Trump, Xi e la dimensione geopolitica dell’accordo

Donald Trump ha rivendicato pubblicamente il proprio ruolo nella chiusura dell’accordo. In un post pubblicato su Truth Social, il presidente Usa ha dichiarato di essere “molto felice di aver contribuito a salvare TikTok”, sottolineando che l’app sarà ora di proprietà di “grandi patrioti e investitori americani”.

Trump ha ringraziato anche il presidente cinese Xi Jinping “per aver lavorato con noi e, in ultima analisi, per aver approvato l’accordo”.

Pechino non ha ancora espresso un consenso pubblico alla struttura finale, ma ha dato il via libera allo schema generale dell’operazione.

Donald Trump. Fonte: Shutterstock

Le critiche e i rischi di future indagini

Non mancano tuttavia le critiche. Brett Freedman, ex chief of staff della divisione sicurezza nazionale del Dipartimento di Giustizia durante l’amministrazione Biden, sostiene che l’accordo si inserisce in una strategia più ampia di dialogo con Pechino, che influenza le concessioni accettate sul piano della sicurezza.

Dubbi sono stati sollevati anche sul processo di selezione degli investitori. Adam Conner, vicepresidente per la Technology Policy di American Progress, ha sottolineato che esistevano altre offerte disposte a pagare di più e che l’operazione potrebbe finire sotto la lente del Congresso qualora una nuova maggioranza decidesse di avviare un’indagine.

Jim Secreto, opinionista del Financial Times, ha scritto che l’accordo è un regalo alla Cina.

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