Threads vuole diventare uno spazio dove discutere di podcast

Di il 01 Gennaio, 2026
Non più solo un social “alternativo a X”, ma un ambiente dove creator e fan possono incontrarsi in tempo reale, con strumenti pensati per alimentare confronti e conversazioni. Ecco che cosa punta a diventare la piattaforma

Meta prepara la prossima mossa per trasformare Threads in un nuovo luogo di conversazione, ancora più vivo e riconoscibile.

E lo fa puntando su uno dei formati che più sembrano scaldare l’ecosistema dei creator negli ultimi tempi: i podcast.

Secondo fonti vicine all’azienda, la piattaforma lancerà a breve una funzione che permette di caricare anteprime audio direttamente nel feed, piccoli estratti pensati per catturare l’attenzione degli utenti e portarli dentro la community del programma.

La registrazione di un podcast. Foto: Pexels

Verso un nuovo Threads

È un tassello che si aggiunge a un percorso già avviato.

Negli ultimi mesi, infatti, Threads ha introdotto la possibilità di collegare un podcast al proprio profilo su Apple Podcast, Spotify o iHeart.

L’obiettivo è quello di trasformare i podcaster più seguiti in catalizzatori di conversazioni, e i loro fan in una community attiva che torna sull’app per discutere episodi, personaggi e analisi.

“Threads potrebbe essere il luogo canonico in cui parlare di ciò che accade in un podcast”, ha spiegato Connor Hayes, responsabile del prodotto, in un’intervista a Bloomberg. “Dovresti poter contare su Threads come spazio naturale per questo tipo di conversazioni”.

Immagine: Threads

Meta e un nuovo format

Per convincere i creator a investire tempo e contenuti su Threads, Meta sta sperimentando alcune novità anche sul fronte degli eventi.

A inizio mese, a Los Angeles, la piattaforma ha ospitato una registrazione dal vivo di All The Smoke, popolare podcast sul basket. Influencer e creator sono stati invitati a partecipare e l’evento ha dato luogo a un’ondata di post e discussioni che ha amplificato la visibilità dell’iniziativa.

Ora Hayes prevede di replicare il format con eventi fisici che alimentano conversazioni digitali, soprattutto nei segmenti più vivaci — sport e reality TV — dove le community sono già attive e affamate di interazione.

“È il formato che ha la maggiore sovrapposizione con i creator che ci interessano”, ha spiegato il responsabile del prodotto.

E i podcaster, con la loro capacità di analisi e storytelling, incarnano esattamente il tipo di voce che Threads vuole attirare.

Threads, brevi cenni storici

Lanciato nel 2023 sull’onda dei cambiamenti introdotti da Elon Musk su Twitter (oggi X), Threads ha rapidamente superato i 150 milioni di utenti attivi al giorno.

Numeri importanti, ma non ancora sufficienti a trasformare la piattaforma in un punto di riferimento per creator e figure pubbliche, che spesso continuano a distribuire la propria presenza su più canali.

Per Meta, i podcast rappresentano una leva strategica per colmare questo gap: un formato che genera discussione, fidelizzazione e soprattutto un forte senso di appartenenza.

Il terreno, però, è tutt’altro che libero. Per anni, i gruppi Facebook sono stati il luogo naturale per le community dei podcast, ma spesso nati dal basso, senza un coinvolgimento diretto degli autori.

Ora Threads vuole ribaltare questo paradigma, dando ai conduttori un ruolo centrale nella conversazione.

Dall’altra parte, però, ci sono piattaforme che hanno già consolidato il proprio ruolo:

  • Reddit, con le sue community iper-specializzate e fan-driven;
  • Discord, dove molti podcaster offrono server esclusivi come benefit per gli abbonati;
  • Substack e Patreon, che integrano chat e strumenti di engagement per rafforzare la relazione con i sostenitori.

Threads dovrà quindi dimostrare di poter offrire qualcosa di diverso: un luogo più aperto, più immediato, più “pubblico” rispetto agli spazi chiusi e verticali delle altre piattaforme.

Una chat di Threads. Foto: Facebook

La scommessa finale

La mossa di Meta è chiara: se i podcast sono diventati uno dei linguaggi più influenti della cultura digitale, allora Threads vuole essere il posto dove quella cultura si discute, si interpreta, si amplifica.

Non solo un social “alternativo a X”, ma un ambiente dove creator e fan possono incontrarsi in tempo reale, con strumenti pensati per alimentare la conversazione.

Una scommessa ambiziosa, che punta a trasformare l’ascolto — spesso solitario — in un’esperienza collettiva.

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Chiara Buratti
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Chiara Buratti muove i suoi primi passi nel mondo del giornalismo nel 2011 al "Tirreno" di Viareggio. Nel 2012 si laurea in Comunicazione Pubblica e nel 2014 consegue il Master in Giornalismo. Dopo varie esperienze, anche all'estero (El Periódico, redazione Internazionali - Barcellona), dal 2016 è giornalista professionista. Lavora nel web/nuovi media e sulla carta stampata (Corriere della Sera - 7, StartupItalia). Ha lavorato in TV con emittenti nazionali anche come videoeditor e videomaker (Mediaset - Rete4 e Canale 5, Ricicla.tv).