Il populismo cambia polo

Di il 01 Aprile, 2026
Zack Polanski e Zohran Mamdani stanno dimostrando che il populismo di sinistra può usare gli stessi strumenti della destra. La partita si gioca sulla comunicazione, prima ancora che sull'ideologia. E l'intelligenza artificiale potrebbe accelerare tutto
Fonte immagine di copertina: Freepick

In Gran Bretagna sta crescendo una nuova forza politica: il Partito dei Verdi. Fondato nel 1990, non ha mai avuto grande rilevanza nel panorama politico britannico e nell’attuale legislatura conta solamente 4 membri del parlamento.

Ma qualcosa si sta muovendo.

Il nuovo leader, Zack Polanski, sta diventando una star sui social media, e i sondaggi riflettono questo successo. La ragione si può trovare nel nuovo stile di comunicazione e nella nuova ideologia “eco-populista”.

Tuttavia, durante una recente intervista, si è potuto notare un aspetto della sua politica: la promozione di una fede, la richiesta agli elettori di fare un salto nel vuoto, piuttosto che la proposta di una linea di azione.

Destra digitale

Il biennio elettorale 2024-2025 è stato segnato da grandi vittorie da parte di movimenti populisti di destra. Successi costruiti su una comunicazione precisa, diretta, senza filtri, adatta agli ambienti digitali.

I meme sono diventati strumenti politici. Gli slogan hanno amplificato ansia e paura. I leader si sono presentati come persone del popolo.

Jordan Bardella in Francia non ha usato TikTok solo come strumento di campagna, ma per costruire un legame con i propri elettori.

Secondo il Wall Street Journal, però, si sta preparando una nuova stagione populista, aperta dalla vittoria elettorale di Zohran Mamdani a New York e dominata dalla sinistra.

Questa tendenza è visibile soprattutto nei centri urbani, è guidata dai giovani ed è spinta da una serie di fattori: la crisi abitativa, la lenta crescita economica, le azioni militari israeliane a Gaza, il recente conflitto in Iran e la sfiducia nei confronti del centrismo politico.

Come notato da The Economist, l’esperienza di Mamdani dimostra che la sinistra sta cominciando a usare le stesse tattiche e lo stesso approccio comunicativo che da anni caratterizza la destra.

Verdi britannici

Secondo il Financial Times, l’occasione per costruire un movimento populista di sinistra stabile deriva dal fatto che il populismo di destra ha bisogno di bilanciamento.

Il caso forse più interessante da analizzare in Europa è quello dei Verdi britannici, che da settembre 2025 a febbraio 2026 hanno visto un aumento degli iscritti da 68.500 a 200.000.

La svolta decisiva è arrivata con l’elezione di Polanski.

Ispiratosi a Reform UK, ha mosso un appello ai suoi colleghi di abbracciare una comunicazione apertamente populista, basata sui mezzi digitali, con messaggi senza mezzi termini.

Si autodefinisce un “eco-populista” e sostiene che per concentrarsi sulla crisi climatica bisogna prima risolvere le sfide economiche delle persone comuni. Ha così proposto tasse alte per la popolazione più ricca, maggiori regolamentazioni per le imprese e la nazionalizzazione delle compagnie dell’acqua.

The Economist fa notare che questo nuovo fenomeno, insieme alla stabilità nei sondaggi di Reform UK, sta confermando il ruolo del populismo e della polarizzazione nella politica britannica.

Ci sono tendenze che uniscono gli elettorati dei partiti populisti: instabilità economica, proprietà immobiliare, sfiducia nella politica e nella società.

Ma la politica non si basa più tanto sulla divisione di classe, ma su quella demografica, in particolare istruzione ed età, come riportato da The Economist.

I Verdi, infatti, sotto la guida di Polanski stanno puntando a un elettorato preciso. Persone giovani e istruite che vedono il proprio salario reale diminuire e le condizioni di vita abbassarsi a causa degli affitti alti, del costo delle bollette e degli alimentari e di un mercato del lavoro stagnante.

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Fonte: Shutterstock

Il caso tedesco

Questo fenomeno non si limita alle isole britanniche. Anche in Germania, infatti, la sinistra populista mostra segnali di ripresa.

Die Linke, che aveva sofferto nei sondaggi negli ultimi anni, ha recentemente superato la soglia del 5% per entrare in parlamento. Secondo Ines Schwerdtner, membro della leadership, questa ripresa è dovuta alla chiarezza del messaggio trasmesso recentemente.

Analizzando i dati, però, si nota che questa crescita si basa fortemente sulla fascia elettorale dei giovani, mossi dall’indignazione per la crescita dell’estrema destra.

Per Politico, è la popolarità sui social di Heidi Reichinnek, che ha attaccato il cancelliere tedesco conservatore Friedrich Merz per non aver fatto nulla per arginare l’estrema destra, a promuovere Die Linke tra i giovani.

C’è poi un altro partito di sinistra con metodi populisti che sta crescendo rapidamente in Germania. Si tratta del BSW, fondato da Sahra Wagenknecht, che ha lasciato Die Linke nel 2023, criticata dagli ex alleati per le posizioni anti-immigrazione e la vicinanza al Cremlino.

Il quadro complessivo europeo

In Danimarca, le elezioni anticipate volute dalla prima ministra Mette Frederiksen hanno prodotto un risultato significativo.

I Social-Democratici si sono fermati al 21,9%, in calo rispetto al 2022. I Verdi, più a sinistra e con una comunicazione populista, hanno invece guadagnato, passando da circa l’8% all’11,6%.

L’elettorato progressista danese ha così premiato il messaggio più radicale, penalizzando il partito attualmente al potere.

In Germania, le elezioni regionali in Renania hanno raccontato una storia diversa.

Die Linke non è riuscita a consolidare il recupero registrato nei sondaggi nazionali, non superando la soglia di sbarramento. Intanto, AfD ha confermato la propria posizione di forza, raggiungendo il 20%, con un incremento di 11 punti rispetto alla precedente consultazione regionale.

In Francia, La France Insoumise ha ottenuto risultati positivi nelle recenti consultazioni amministrative, ma inferiori alle aspettative.

A vincere nella maggioranza delle città sono stati i Socialisti, che hanno scelto di non allearsi con LFI, guardando invece al centro.

Una scelta comunicativa e politica precisa: allearsi con la sinistra radicale avrebbe comportato un posizionamento difficile da gestire in campagna, specialmente in seguito ai recenti eventi che hanno coinvolto il partito di Melenchon, senza garanzie di ritorno elettorale.

Il quadro complessivo dimostra che la crescita della sinistra populista è ambivalente.

Dove l’establishment progressista mostra fragilità, questa nuova forza politica cresce. Allo stesso tempo fatica a emergere dove la destra radicale è forte e i partiti tradizionali scelgono di spostarsi al centro senza possibilità di allearsi.

Fonte: Freepick

Populismo cognitivo

Secondo The Atlantic, il populismo è diventato un movimento di protesta cognitivo.

La destra lo sfrutta meglio perché denuncia la distanza tra élite e popolo sul piano delle idee, non solo su quello economico.

La sinistra, storicamente ancorata alla critica dell’élite e dell’oligarchia, fatica a competere su questo terreno perché ancora legata alle sue origini.

La partita si giocherà quindi sulla flessibilità ideologica. Il populismo funziona quando evolve e si adegua in base al momento storico.

E il tema a cui adeguarsi potrebbe essere già all’orizzonte.

Mentre Trump promuove un approccio laissez-faire sull’intelligenza artificiale, secondo il Time gli americani disapprovano la mancanza di regolamentazione sullo sviluppo di questa tecnologia.

L’IA sta provocando conseguenze concrete: aumento dei costi energetici negli stati con alta concentrazione di data center e un clima di ansia diffusa tra i giovani, preoccupati di non trovare lavoro a causa della crescente automazione.

Per sfruttarla come leva populista, la sinistra dovrà resistere alla tentazione di inquadrare il tema come una questione di oligarchi che accumulano ricchezza.

Il messaggio che funziona è un altro: l’IA sostituirà i lavoratori e minaccerà la stabilità economica degli elettori.

Una critica diretta e concreta, rivolta a chi teme per il proprio posto.

Secondo Politico, se il globalismo e l’immigrazione hanno contribuito al successo dell’estrema destra colpendo i “colletti blu”, l’intelligenza artificiale potrebbe quindi offrire un’opportunità speculare al populismo di sinistra, colpendo i “colletti bianchi” che temono di essere sostituiti non da migranti, ma da algoritmi.

Più velocemente questo tema diventerà un argomento elettorale stabile, più partiti come i Verdi e Die Linke avranno uno strumento paragonabile a quello che la destra ha sfruttato tramite la narrazione  dell’immigrazione e del globalismo sfrenato.

Devi essere loggato per lasciare un commento.
Rocco De Carolis
/ Published posts: 11

Rocco De Carolis è contributor per Mediatrends, dove scrive di guerra ibrida, comunicazione politica e dinamiche digitali dell’informazione. Studente di Global Humanitarian Studies presso UCL, ha una formazione in sicurezza internazionale e geopolitica, consolidata con un Diploma in Global Security presso ISPI. Ha partecipato a missioni umanitarie in America Latina e coordina programmi di mentoring nel Regno Unito per United Italian Societies. Scrive di disinformazione, propaganda, interferenze straniere, comunicazione politica e attivismo sui media digitali. È interessato alle fratture del presente: conflitti, potere, narrazioni e alle loro conseguenze sociali. Studia in particolare il ruolo dei dati e della comunicazione nei processi politici, con un’attenzione specifica al sistema politico e mediatico anglo-americano.