Così GTA 6 e Netflix hanno rivoluzionato la comunicazione

Di il 01 Settembre, 2026
Il 27 agosto Netflix ha trasmesso un contenuto inedito: non un film e nemmeno una serie, ma "solo" un trailer di GTA 6, in uscita a novembre. Tanto è bastato per far schizzare i preordini del videogioco e aumentare l'utenza della pay tv dello streaming
Fonte immagine di copertina: Flickr

Quindici milioni di visualizzazioni in poco più di 72 ore, ovvero tre giorni. Tante ne ha totalizzate il trailer esteso di GTA 6 che Rockstar Games, software house sviluppatrice del gioco in uscita il prossimo 19 novembre su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, ha pubblicato sul proprio canale YouTube quando in Europa era notte fonda.

Sei ore prima il medesimo video di 26 minuti e 48 secondi era stato proiettato in esclusiva su una delle principali pay tv in streaming, Netflix, rivoluzionando per sempre il concetto di “filmato promozionale” assurto per l’occasione a prima cinematografica.

Ma facciamo un passo indietro per capire di cosa stiamo parlando.

Cos’è GTA 6 e perché tutti lo stanno aspettando

GTA è una delle saghe più chiacchierate e divisive del mondo dei videogiochi, nota per il suo umorismo sferzante rivolto alla società contemporanea ma soprattutto perché consente a chi ha il pad in mano di commettere le peggiori malefatte: investire pedoni, picchiare anziani con una mazza e incendiare auto con le molotov.

Il quinto episodio, uno dei più riusciti, acclamato da pubblico e critica, ha incassato 10 miliardi di dollari. Poi più nulla. Per 13 anni la saga è rimasta orfana di un nuovo capitolo.

In realtà sottotraccia sono andati avanti i lavori per realizzare GTA 6, colpiti a più riprese dalla pubblicazione clandestina di materiale che sarebbe dovuto restare nei personal computer aziendali (in gergo, leak) e dalle testimonianze ben poco lusinghiere di ex dipendenti scontenti.

Un titolo atteso per più di dieci anni

A dar credito alle voci di corridoio, lo sviluppo avrebbe incontrato difficoltà notevoli e, a un certo punto, sarebbe stato persino ripreso da zero.

Il protrarsi dei lavori avrebbe inoltre impedito agli autori di ancorarsi a un periodo storico specifico per evitare che aneddoti e riferimenti satirici risultassero già vecchi all’uscita.

In GTA V per esempio c’erano numerosi riferimenti a una controparte immaginaria di Facebook chiamata “Life Invader” perché debuttò proprio quando la piattaforma di Mark Zuckerberg era in voga.

Tutti questi continui e incessanti rimaneggiamenti hanno peraltro fatto lievitare il budget per realizzare l’opera, che si aggirerebbe sul miliardo e mezzo di dollari. Nessun videogame è mai costato tanto.

L’interesse malevolo degli hacker

Immancabile, come detto poco sopra, pure l’interesse degli hacker che hanno in più occasioni divulgato informazioni e materiali che non sarebbero dovuti uscire dalla rete aziendale.

L’ultimo attacco in ordine temporale, nonché il più potente, lo ha sferrato il gruppo di pirati informatici Cyberleek che ha provato a boicottare l’anteprima su Netflix distribuendo a cadenza quasi quotidiana clip video inedite.

Sulle pagine economiche di Repubblica è stato calcolato che la fuga di notizie avrebbe fatto bruciare al produttore del gioco ben tre miliardi di capitalizzazione (ovviamente parliamo di perdite virtuali, se non si passa all’incasso): “Il titolo Take-Two Interactive, quotato al Nasdaq con il simbolo TTWO, è passato dai 248,13 dollari del 18 agosto a circa 232,84 dollari il 20 agosto, una flessione di oltre il 6% che si traduce in una perdita di capitalizzazione di mercato stimata in 2,83 miliardi di dollari in meno di due giorni. Stanotte ha chiuso a 240,15 dollari, recuperando parzialmente”, si legge in un articolo del 21 agosto scorso.

Fonte: Wikimedia Commons

GTA 6 piace ai mercati?

A proposito di Borsa, è interessante notare che, proprio il giorno della prima di Netflix, le azioni di Take-Two si siano mosse per lo più in territorio negativo per l’intera seduta.

A fine giornata, dopo qualche saliscendi, il titolo si è assestato infine sui 233 dollari, lo 0,19% in meno rispetto al giorno prima (233,45), continuando il trend negativo dei cinque giorni precedenti durante il quale, a causa anche del materiale trafugato e pubblicato da CyberLeek, le azioni dell’etichetta avevano perso oltre 4 punti percentuale.

Perché? Con ogni probabilità a incidere è stato l’aver disatteso la speranza di una data d’uscita per la versione PC. Il 19 novembre prossimo GTA 6 debutterà infatti su console Sony e Microsoft, ma manca ancora una indicazione chiara per l’approdo del gioco su computer e questo, per gli azionisti, significa prospettive di incassi inferiori.

Nessuna conferma nemmeno circa l’esistenza di una edizione per Switch 2, console che non rappresenta certo la piattaforma d’atterraggio prediletta per una serie tanto matura, ma grazie alle quasi 24 milioni di unità sparse in tutto il globo permetterebbe al videogioco di Rockstar di ampliare la propria platea.

Di sicuro GTA 6 è piaciuto a Netflix

Quel che è certo è che il videogame di Rockstar è una sorta di “re Mida”: solo il teaser del trailer, ovvero il filmato di 25 secondi che annunciava l’arrivo del video di mezz’ora, su YouTube è stato visualizzato da oltre 9 milioni di utenti in tre settimane.

La mossa di Netflix di pagare per assicurarsi il diritto di poterlo trasmettere prima di tutti, a conti fatti, non sembra poi così balzana.

E arriviamo dunque al nucleo dell’analisi. La decisione di fare di un trailer di neanche mezz’ora su di un gioco in uscita tra tre mesi un evento da prima televisiva per cui occorresse pagare il biglietto.

Senza peraltro – è bene sottolinearlo – infiocchettamenti di sorta a favore dell’utenza pagante: il video è un insieme di sequenze giocate dal montaggio peraltro grezzo, prive di commenti da parte degli autori e senza presentatori.

Di fatto l’utenza Netflix ha pagato il servizio per poter visionare, in anteprima mondiale, una pubblicità che sarebbe stata gratuita e per tutti dopo sei ore (in Italia è stata trasmessa alle 21 mentre il medesimo contenuto è arrivato su YouTube attorno alle 3).

Fonte: Flickr 2

Una scommessa vinta? Cosa dicono i numeri

Una decisione che ha suscitato non poche – comprensibili – polemiche, grandinate su Reddit come su Twitch, ma che alla fine sembra aver tirato la volata al gigante dello streaming.

Numeri ufficiali non esistono, ma secondo i dati di Sensor Tower, la visualizzazione su dispositivi mobili negli Stati Uniti dell’app Netflix è aumentata del 35% rispetto all’ora precedente alla presentazione estesa di GTA 6.

In quella serata sarebbe pure stato registrato un sovraccarico del sito di Netflix che ha dovuto farsi carico di un traffico superiore del 125% rispetto alla media.

La società di analisi ha anche segnalato un aumento del 50% degli utenti dell’app mobile di Netflix rispetto alla media registrata nello stesso orario nei 12 giovedì precedenti.

Com’è noto, l’azienda guidata da Ted Sarandos e Greg Peters ha provato a buttarsi nel mercato videoludico, incontrando però il presidio ostinato di attori come Sony, Nintendo e Microsoft che calcano quelle scene da tempo immemore.

Può quindi essere che Netflix abbandoni il sogno di diventare una piattaforma videoludica per continuare a essere ciò che sa fare meglio: trasmettere in streaming a clienti paganti. Film, serie e, perché no, persino spot di videogame.

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Carlo Terzano
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Carlo Terzano è un giornalista politico ed economico, con la passione per le nuove tecnologie e l'automotive. Già caporedattore di StartupItalia, ha collaborato e collabora oltre che con Mediatrends anche con Start Magazine, Wired, Radio 24, R101, Formiche, Corriere Innovazione e Lettera43.it.