Foto: Il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Fonte: Shutterstock
Per chi segue da vicino le dinamiche della politica interna americana, il nome di Zohran Mamdani non rappresenta più una novità.
Giovane, democratico e socialista, “Zohran” – così ha scelto di farsi chiamare durante la campagna elettorale – ha recentemente pronunciato il suo discorso di insediamento come nuovo sindaco della Grande Mela.
Dalla scalinata di City Hall, avvolta dal gelo dell’inverno newyorkese, Mamdani ha promesso di accendere gli animi di chi lo ha sostenuto con “a flame of hope” (una fiamma di speranza) e di futuro per la città.
Un messaggio diretto, emotivo, pensato per scaldare i cuori di una metropoli giovane, ma stanca, che ama rappresentarsi al mondo come una città multiculturale e inclusiva. Un mito che si riallaccia alla vecchia idea di melting pot metropolitiano che convince.
Il discorso di Mamdani merita attenzione non solo per i contenuti, ma per lo storytelling autentico che lo attraversa.
L’authenticity con cui Mamdani si racconta, la stessa che ha caratterizzato la sua campagna elettorale di successo sui social media, diventa il vero punto di forza.
Sono i riferimenti quotidiani, profondamente radicati nella vita della città, a rendere il suo messaggio efficace e memorabile.
Il discorso si apre con un gesto di immediata prossimità: “Dear fellow New Yorkers”, tradotto con “Cari concittadini newyorkesi, oggi inizia una nuova era”.
Un vero New Yorker
Fin dalle prime parole, il nuovo sindaco si colloca non sopra, ma accanto alla città.
L’incipit costruisce l’immagine di un sindaco newyorkese immerso nella vita quotidiana di New York.
Mamdani si rivolge a tutti, da chi lo ascolta distrattamente da una televisione in cucina, a chi lo segue da un tipico barbershop di quartiere.

Times square, New York. Fonte: Wikimedia Commons
In una carrellata quasi cinematografica di immagini umili e quotidiane di newyorkesi lavoratori comuni, il sindaco si affaccia alla città con una sola promessa: “Se sei un newyorkese, io sono il tuo sindaco”.
Bagels, pastrami, monopattini e moschee
Forse solo chi ha vissuto a New York conosce l’importanza del definirsi “New Yorker” e il carattere identitario di questa città fatta di abitudini metropolitane, ma anche di diversità, inclusione e curiosità per il nuovo.
Non importa da quanto stiate amando questa città, afferma Mamdani. L’importante è che continuiate ad amarla. “In quale altra città – prosegue il sindaco – un musulmano può crescere mangiando ogni domenica bagels e lox (tipico piatto ebraico)?”
Dalla pizza di Coronet’s Pizza al pastrami, dal monopattino ai doughnots mangiati durante una partita di calcio fino al primo appuntamento con Rama al McCarren Park, Mamdani si descrive nel discorso come un cittadino qualunque riferendosi a ciò che contraddistingue chi ha scelto di vivere in questa città.
Già, perché newyorkesi nella maggior parte dei casi non si nasce, ma si diventa. E questo il neo sindaco lo sa.
Nel discorso NY viene rappresentata nelle sue caratteristiche più nostalgiche, ma anche nei suoi difetti, dagli autobus che arrivano in ritardo alle amate bagels, tipiche ciambelle salate presenti nella domenica di ogni vero newyorkese.
Sul piano comunicativo, già durante la campagna elettorale Mamdani aveva scelto di rappresentarsi sui social attraverso reel pubblicati su TikTok, ambientati in diversi luoghi della città e caratterizzati da un’estetica autentica, imperfetta e dallo stile underground.
Tapparelle decorate da graffiti, insegne di negozi storici, vicoli ciechi e passaggi sotto i ponti fanno da sfondo a strade comuni, dove il futuro sindaco si è recato porta a porta, fino ad arrivare ai reel girati nei tipici supermercati “deli” del Bronx.

La moglie di Mamdani, Rama Duwaji, commossa durante il discorso. Fonte: Wikimedia Commons
Come osservato da Mediatrends, la comunicazione giovanile di Mamdani rappresenta un cambio di rotta per il Partito Democratico americano proprio perché vicina ai linguaggi social della sua generazione.
Figlio di un professore di studi post-coloniali della Columbia University di origini ugandesi e di un’affermata regista di origine indiana, Mamdani è il primo sindaco musulmano di NY a soli 34 anni.
Non è nato in questa città. Essere newyorkese per lui è una scelta di vita quotidiana, viene ribadito nel copy emozionale messo in campo nel discorso.
Il sindaco ringrazia i genitori per averlo portato e cresciuto a NY. Ringrazia la propria moglie Rama per avergli fatto vedere il bello che si trova in ciò che è quotidiano.
Riferendosi a ricordi molto intimi e personali, come il giorno in cui si sono sposati, Mamdani riesce stabilire un rapporto intimo con chi lo ascolta, fatto di ricordi comuni e sensazioni condivise.
Sentendo il discorso sembra di star scrollando le foto su un social media e di ritrovare immagini note di scene newyorkesi.
From Nowhere to Somewhere
Utilizzando alcune battute ironiche, quasi degli inside jokes sulla città, Mamdani stabilisce un ponte tra la propria esperienza e quella di chi lo ascolta, creando così un effetto di immedesimazione con i problemi della città.
Molti newyorkers sono infatti ragazzi giovani alla ricerca di un futuro professionale nella Grande Mela. Tanti hanno storie simili alla sua. Delle storie fatte di insuccessi e delusioni, di un sogno americano infranto sotto il peso di affitti troppo alti e stipendi troppo bassi.
Ed è su questi temi sociali che è imperniata la promessa. Alla presenza di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, Mamdani ha infatti ricordato i motivi per cui è stato eletto, rinnovando l’invito a trasformare le promesse in realtà.
Rilanciando l’accusa che gli è stata a più riprese rivolta dai membri del suo stesso partito, ovvero di venire “from nowhere” (dal nulla), Mamdani insiste sul futuro e sul suo sapere dove andare (“somewhere”).

Zohran Mamdani e la moglie Rama Duwaji giurano sul corano alla presenza del senatore Bernie Sanders. Fonte: Wikimedia Commons
“Forse non sapete da dove vengo, ma sicuramente sapete dove voglio andare”, annuncia Mamdani ai cittadini di NY. Vantando una visione per la città – con politiche sociali che prevedono il congelamento degli affitti, il miglioramento dei trasporti da rendere gratuiti, fino all’aumento dei salari – Mamdani rivendica la propria visione politica, presentandosi come un sindaco democratico e socialista.
Come lo ha definito la CNN, si tratta di un discorso progressista e dalle grandi promesse. Ma queste promesse e la retorica del ragazzo della porta a fianco, schiacciate sotto il peso di una città piena di problemi e difficoltà da gestire, basteranno nei prossimi mesi a convincere i newyorkesi?




