Foto copertina generata con Sora.
Le app dei giornali internazionali stanno investendo sul lancio di video verticali.
Perché questo è quello che le persone stanno cercando: nuovi format per informarsi.
Il New York Times ha lanciato la scheda “Watch”; The Economist alterna video verticali più brevi ad altri orizzontali e di approfondimento; Newsday punta sui caroselli di video divisi per argomento.
Una svolta resa impellente dal fatto che social media come Instagram e TikTok hanno per certi versi reso popolare questo formato.
Ma la storia è più complessa, perché anche YouTube sta crescendo, dimostrando che l’ibridazione di contenuti e formati non è più un’opzione.
Non vogliamo essere TikTok
Hanaah’ Tamez, ricercatrice del Nieman Lab, ha intervistato Emilio Guerra, responsabile dei contenuti digitali di Newsday.
Ha scoperto che un terzo dei video visualizzati sono verticali, e il 25% di queste visualizzazioni viene da desktop. Tuttavia, il traffico complessivo da desktop è inferiore al 20%: significa che gli utenti aprono e fruiscono la app principalmente da smartphone, ma preferiscono ri-guardare i video da desktop.
La responsabile video di The Economist, Liv Monoley, ha detto a Tamez che questo è un servizio disponibile solo per gli abbonati – a differenza di New York Times e Newsday.
Gli abbonati, che non sono soltanto Gen Z o giovanissimi, stanno crescendo, probabilmente proprio grazie alla possibilità di consumare video verticali nella app.
Circa due terzi delle entrate dell’Economist Group provengono dagli abbonamenti, con il restante terzo dalla pubblicità. A giugno, il presidente dell’Economist Luke Bradley-Jones ha detto alla giornalista del NiemanLab, che l’app aveva avuto più di 270 milioni di visite attive per l’anno, in aumento rispetto ai 239 milioni dell’anno precedente, e che l’85% dei nuovi abbonati erano solo digitali.
Per il New York Times, Solana Pyne, direttrice della sezione video, ha dichiarato di voler fornire ai partecipanti innanzitutto le notizie importanti. “Non stiamo cercando di essere TikTok”.
Gli editori stanno in guardia dal fornire puro coinvolgimento. Sentono il bisogno di distinguersi dai social nei contenuti ma soprattutto nella finalità, che deve restare quella di informarsi.

Fonte: Freepik.
Una possibilità per i brand
Per ora, le app dei giornali internazionali stanno riorganizzando i propri contenuti con stili personali.
Per esempio, il Times sceglie un ordine di priorità: notizie urgenti, inchieste, mix di contenuti da tutte le sezioni del giornale, e non prevede ancora una personalizzazione del feed.
The Economist e Newsday procedono invece con una modalità “Feed me”, in cui i caroselli di video si concentrano su sezioni di news, sport, business, lifestyle.
Per ora, nessuna app ha previsto funzionalità interattive o propriamente social, anche se McCarthy non escludere di aggiungere una funzionalità simile al “mi piace”.
Ma qual è il punto di investire nei video verticali?
Aumentare la retention dei già abbonati assieme al loro numero totale, rendendo la navigazione un’esperienza informativa ma anche piacevole.
La monetizzazione per pubblicità non è ancora stata implementata, ma non è da escludere, almeno per Joy Robins, direttrice della sezione marketing internazionale del Times.
“Questo nuovo spazio offrirà ai brand un modo per creare annunci video con velocità e semplicità, rendendo più facile che mai iniziare e ottimizzare le campagne”, ha dichiarato.
Sotto la spinta minacciosa dei social media e dell’intelligenza artificiale, le testate si stanno muovendo con solerzia e impegno.
Ma lo sviluppo delle app dei giornali internazionali richiedono grande potere di investimento in ricerca e sviluppo, e si tratta di testate con risorse adeguate a navigare la digitalizzazione.




