Google e YouTube a Venezia, la tecnologia entra nei nuovi linguaggi del cinema

Di il 11 Settembre, 2026
Tra intelligenza artificiale, creator, formazione e distribuzione digitale, la presenza dei due colossi tech alla Mostra racconta come stanno cambiando produzione e circolazione dei contenuti audiovisivi
Immagine di copertina: Melissa Ferretti Peretti, Vice President e Country Manager di Google Italia, e Mia Ceran, giornalista. Fonte: ufficio stampa Google Italia

Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Google e YouTube hanno portato una serie di iniziative che ruotano attorno a un tema comune: il rapporto sempre più stretto tra tecnologia e produzione culturale.

Dall’intelligenza artificiale applicata al cinema alla formazione per i professionisti delle industrie creative, passando per i creator di YouTube e la digitalizzazione del patrimonio cinematografico, il gruppo tech ha utilizzato il palcoscenico veneziano per mostrare alcune delle direzioni su cui sta investendo nel settore.

I creator entrano nello spazio del cinema

Uno degli spazi centrali di questa presenza è la Google Beach al Lido, dove YouTube ha proposto tre anteprime aperte al pubblico tra il 9 e l’11 settembre, seguite da incontri con gli autori.

L’obiettivo dichiarato è mettere in evidenza il ruolo assunto dai creator nell’industria dell’intrattenimento, in un momento in cui alcuni di loro operano ormai con strutture produttive articolate, studi, team dedicati e gruppi di sceneggiatori.

Il primo progetto è “City of Owls”, cortometraggio di Zhenia Kazankina realizzato con il supporto di Rai Cinema e già presentato in anteprima al Festival di Cannes 2026. Il film racconta l’ultima sera trascorsa da Vera con la sorella minore prima della propria partenza: per nasconderne le vere ragioni, la protagonista trasforma il momento in una favola su una città inghiottita da una notte eterna.

Il secondo titolo, “L’ultimo giorno di Ramadan”, è una serie documentaria dei theShow. Alessandro e Jaser, due YouTuber italiani non musulmani, attraversano Italia e Marocco incontrando imam, famiglie e giovani fedeli per raccontare la pratica del digiuno e alcuni degli elementi che caratterizzano il Ramadan, dalla fede alla solidarietà fino al senso di appartenenza. Il percorso si conclude alla Moschea Hassan II.

Con “Il Miele Pazzo dell’Himalaya: a caccia con i Gurung”, il creator Lati Umani si sposta invece in Nepal per documentare la raccolta del cosiddetto “miele pazzo”. Il film segue la comunità Gurung, che utilizza scale di corda realizzate a mano per raggiungere alveari situati su pareti rocciose a strapiombo. Il documentario si concentra sui rituali e sulle tecniche legate a una pratica secolare che, secondo la presentazione del progetto, rischia di scomparire.

Rai Cinema e Minerva Pictures puntano sulla distribuzione digitale

Accanto ai contenuti originali dei creator, YouTube ha rafforzato anche i rapporti con alcuni operatori tradizionali del cinema italiano.

Rai Cinema avvierà un nuovo canale sulla piattaforma dedicato a registi e produttori di cortometraggi, che si affianca a Rai Cinema Channel e RaiPlay. Sono previste serie originali, video podcast e collaborazioni con creator, con particolare attenzione al pubblico più giovane.

Minerva Pictures amplierà invece la propria attività di distribuzione su YouTube con “Film&Clips 4K – Venice Film Festival Special Edition”, una selezione temporanea in 4K di film storici presentati nelle precedenti edizioni della Mostra di Venezia. In questo caso la piattaforma digitale viene utilizzata come ulteriore canale di circolazione per opere del catalogo cinematografico, rendendole accessibili a un pubblico internazionale.

Un fondo per la formazione nelle industrie creative

Il tema dell’intelligenza artificiale è stato affrontato anche sul piano delle competenze professionali. Alla Biennale Cinema 2026 Google ha annunciato infatti un nuovo capitolo di “AI Works for Italy”, iniziativa dedicata alla diffusione di competenze sull’AI nel Paese.

Attraverso Google.org viene destinato un finanziamento di un milione di dollari al Fondo per la Repubblica Digitale, a cui si aggiunge un cofinanziamento fino a 500 mila euro dello stesso Fondo. L’impegno complessivo indicato supera 1,3 milioni di euro.

Le risorse saranno destinate alla formazione di un numero compreso tra 2.000 e 2.500 professionisti considerati a rischio di esclusione digitale nei settori del cinema e dell’audiovisivo, della musica e dell’informazione.

Il programma dovrebbe partire entro il 2026 con una Open Call del Fondo per la Repubblica Digitale per selezionare da due a quattro enti non profit incaricati dell’attuazione. I corsi sul territorio sono previsti a partire dalla metà del 2027 e proseguiranno nel biennio 2027-2028.

La struttura prevista combina un modulo di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, sviluppato da MinnaLearn, con laboratori dedicati ai flussi di lavoro specifici dei diversi settori creativi. A supporto del programma è stato costituito un Comitato Strategico che comprende rappresentanti di Fondazione Milano Scuole Civiche, FIEG, Confindustria Radio TV, SIAE, Ministero della Cultura e ANICA.

Le stime sull’impatto economico dell’AI

A fare da cornice all’iniziativa sono anche i dati di uno studio globale condotto da Public First per Google. Secondo le stime riportate, entro il 2035 i cosiddetti media generativi potrebbero contribuire per oltre 920 miliardi di dollari al PIL globale.

Per l’Italia lo studio ipotizza fino a 11 miliardi di euro di PIL addizionale, di cui 3,3 miliardi direttamente collegati al comparto creativo.

La stessa analisi stima un possibile aumento del 20% della produttività individuale dei professionisti creativi, equivalente a circa 390 ore l’anno sottratte ad attività operative e ripetitive. Sul fronte della distribuzione internazionale, gli strumenti di traduzione e localizzazione basati sull’AI potrebbero, secondo Public First, aumentare fino al 540% la visibilità dei contenuti in lingua italiana e generare 1,9 miliardi di euro di nuovi ricavi legati all’export culturale.

Anche le previsioni occupazionali vengono presentate in termini espansivi. Il modello economico dello studio calcola una crescita netta di 44 mila posti di lavoro nel settore creativo italiano nel prossimo decennio e la possibilità per 59 mila persone di diventare content creator e professionisti digitali a tempo pieno.

Il tema della formazione resta centrale nell’impostazione del progetto. I materiali diffusi da Google sottolineano infatti come oltre il 95% del tessuto creativo italiano sia composto da microimprese, liberi professionisti e case di produzione indipendenti, mentre il livello delle competenze digitali di base nel Paese viene indicato al 54,3%, contro una media europea del 60,4%.

Google, Hogan e il Centro Sperimentale

La presenza di Google a Venezia ha visto anche progetti che sperimentano direttamente l’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi creativi. Tra questi c’è la collaborazione con Hogan e il Centro Sperimentale di Cinematografia per “HOGAN | MADE TO MOVE, BORN TO RISE”, progetto realizzato in occasione dei quarant’anni del marchio.

Il lavoro è composto da quattro atti, ciascuno ispirato a uno dei modelli di scarpa che hanno caratterizzato le quattro decadi del brand. A realizzarli sono giovani registi del Centro Sperimentale di Cinematografia, chiamati a utilizzare strumenti di AI generativa insieme alle tecniche tradizionali di ripresa e produzione.

Con il supporto dell’agenzia Monogrid, che ha seguito la formazione e l’assistenza tecnica, i registi hanno avuto accesso a modelli e strumenti di Google tra cui Gemini, Veo, Nano Banana e Omni.

Secondo quanto spiegato dalle aziende, l’obiettivo è utilizzare questi sistemi per visualizzare scenari, immagini ed effetti altrimenti più complessi da ottenere, integrandoli nel processo cinematografico.

Dopo un’anticipazione a Venezia, il progetto è destinato a debuttare ufficialmente il 23 settembre durante la Milano Fashion Week, per poi proseguire la propria distribuzione su YouTube.

Uno sguardo al futuro

Nel complesso, le iniziative presentate a Venezia mostrano le diverse direttrici su cui Google e YouTube stanno cercando di posizionarsi all’interno delle industrie culturali: dalla produzione assistita dall’intelligenza artificiale alla formazione professionale, dalla crescita dei creator come soggetti produttivi alla distribuzione digitale del cinema contemporaneo e di catalogo.

In una Mostra storicamente dedicata alle trasformazioni del linguaggio cinematografico, la questione che emerge è più ampia della singola tecnologia. Riguarda il modo in cui piattaforme, strumenti generativi e nuovi modelli produttivi stanno entrando nei processi attraverso cui le opere vengono ideate, realizzate e distribuite.

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