Quale futuro attende i naviganti di X? Il tema al centro dell’incontro a Milano

Di il 16 Aprile, 2026
Al teatro del Borgo di Milano si è discusso della tematica con il direttore di Mediatrends, Carlo Castorina, la giornalista Lia Capizzi, il podcaster Mario Moroni, la head of digital communication di Milano Cortina, Maria Teresa Squillaci e il co-founder di Pressato, Diego Moriondo

Era il 2006 quando Jack Dorsey, durante la sua esperienza nella startup Odeo, ha avuto un’intuizione: proporre un servizio di micro‑messaggi basato su SMS.

Così è nato l’ex Twitter, che lo stesso Dorsey ha guidato per una decina di anni anche se in periodi differenti: tra il 2006 e il 2008 e poi dal 2015 fino alle sue dimissioni nel novembre 2021.

Prima di passare nelle mani dell’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, e diventare ufficialmente X, il social ha vissuto dei momenti determinanti nella sua storia: nel 2007, su idea di Chris Messina, gli hashtag sono diventati un vero e proprio sistema di comunicazione. Oggi sulla piattaforma se ne contano in media 125 milioni ogni giorno.

Nel 2017 poi avviene un altro passaggio centrale: da tweet di massimo 140 caratteri si può arrivare a scriverne fino a 280.

Nell’ottobre 2022 Musk acquisisce Twitter per 44 miliardi di dollari e cambia nome in X. Così, mentre alcuni inserzionisti e utenti navigano verso altri lidi per non essere associati alla figura molto divisiva di Musk, nascono nuove piattaforme come Bluesky e Threads che si prenderanno una buona fetta di coloro che abbandonano la piattaforma di Musk, senza tuttavia riscuotere minimamente il successo dell’ex Twitter.

Ma adesso in che direzione sta navigando il social? E che cosa lo aspetta dietro l’angolo? Il tema è stato al centro dell’incontro, organizzato da Mediatrends, “Dentro l’evoluzione di X” al teatro del Borgo di Milano, il 15 aprile, moderato da Carlo Castorina, direttore di Mediatrends, con la partecipazione della giornalista sportiva, Lia Capizzi, il co-founder di Pressato, Diego Moriondo, il podcaster Mario Moroni e la head of digital communication di Milano Cortina 2026, Maria Teresa Squillaci.

Carlo Castorina

Quale futuro per X?

“È stata la prima piattaforma ad avere integrato nativamente lo strumento di intelligenza artificiale Grok – spiega il direttore Castorina – Ora gli sviluppatori del social stanno andando verso nuove funzioni in piattaforma che includono pagamenti, con XMoney, servizi di messaggistica, e molto altro, in somiglianza con il modello cinese WeChat. La direzione sembra quella di un’app che si occupa di tutto”.

Il co-founder di Pressato, Diego Moriondo, ha studiato in modo attento, analitico e preciso reazioni, engagement e statistiche di alcuni fenomeni che hanno caratterizzato questa prima parte dell’anno su X, in particolare due eventi che hanno quasi monopolizzato il social per lungo tempo: le Olimpiadi Milano-Cortina e Sanremo.

“X ha fatto da amplificatore di questi grandi eventi live e ci siamo resi conto, comunque, che anche se i post in quel periodo non toccavano questi argomenti, i volumi erano molto cresciuti – precisa Moriondo – Sanremo da un punto di vista di Auditel non ha avuto un successo enorme, eppure in piattaforma ha incassato commenti, like ed enormi quantità di post dedicati con 561 milioni di impression. Per non parlare delle Olimpiadi, che hanno messo a segno 10.5 miliardi di impression”.

Diego Moriondo

Tutte piattaforme video?

L’altro grande tema che oggi interessa X è il passaggio da piattaforma di microblogging a video.

“Sanremo conta un +74% di anno su anno se ci si riferisce ai volumi che muove su X, si è spostata verso un’audience sempre più giovane, toccando soprattutto la fascia 18-34 anni – continua Moriondo – Da un’altra parte, il format video sta prendendo sempre più piede e questo i grandi brand lo sanno bene, pertanto puntano sempre di più su questi formati cercando di posizionarsi sempre meglio e con strategie ancora più definite, dettagliate e consolidate”.

Maria Teresa Squillaci, reduce dalla “maratona olimpica”, sostiene che: “Il formato video che oggi è prevalente ha trovato in X una sua casa. Per quanto riguarda le Olimpiadi Milano-Cortina, abbiamo avuto modo di vedere le potenzialità di quanto registri grandi numeri durante l’evento live, comparabile con la cerimonia di apertura dell’evento”.

La fascia di età che ha creato più engagement su X relativamente alle Olimpiadi è stata quella tra i 15 e i 25 anni. “Durante la cerimonia di apertura sono stati quelli che ci hanno seguito di più. Ma il merito è stato anche di scelte strategicamente azzeccate da parte degli sponsor, per esempio, come Coca Cola, main sponsor del viaggio della fiamma olimpica, che tra i suoi tedofori ha scelto alcune star del k-pop coreano e X è esploso alla pubblicazione delle loro foto”.

Squillaci pone anche l’accento sul fatto che oggi non subiamo più la comunicazione dall’alto, ma mettiamo al centro, prima di tutto, le persone.

Maria Teresa Squillaci

Social e giornalismo, dove si sta andando?

Lia Capizzi, nota giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, è stata tra le prime giornaliste ad arrivare su X.

“Ho aperto il mio primo account sulla piattaforma nel 2009 – racconta a Carlo Castorina durante l’evento – Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di questo social perchè alcuni colleghi britannici lo usavano già da tempo. Negli anni è cambiato, ma io ne sono ancora innamorata. Per me rappresenta la più grande agenzia di stampa accessibile, supera anche l’ANSA e la Reuters. Io lì trovo le notizie, so dove cercarle e quali sono le fonti più autorevoli e affidabili a cui fare riferimento. Se dovessi trovare un pericolo? Direi di stare attenti alle fake news, ci possono cascare tutti”.

Lia Capizzi

Tra i veterani di X c’è anche il podcaster Mario Moroni: “La mia prima iscrizione risale al 2008. Mentre attualmente si riflette sul potere dei video su X, negli USA c’è Reddit che con contenuti testuali e community verticali smitizza il fenomeno”.

E parlando di contesti più favorevoli  alla proliferazione del “tutto in uno”, afferma: “Ritengo che oggi quello africano sia il continente più pronto ad affrontare l’only-one: quando entri in un contesto che salta alcune rivoluzioni industriali allora riesci a prendere il taxi con la stessa app con cui paghi il caffè, mentre l’Italia segue le tendenze globali”.

Mario Moroni

Oggi l’attenzione si sta spostando dal mondo giornalistico al podcast (l’intervista della premier Meloni a Pulp Podcast ne è un esempio). Ci troviamo in un’era in cui il pubblico che vuole approfondire, segue lunghi contenuti. Ma quando si parla di informazione ci sono più pubblici e più comunità, mentre si va cercando quale sia il modello di business che tiene in piedi il tutto. “D’altro canto, bisogna avere più fiducia nel pubblico, incontrare le persone, alzarsi dalla sedia – conclude Moroni – Credo che i podcast che hanno riscosso maggior successo siano venuti a galla così”.

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Chiara Buratti
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Chiara Buratti muove i suoi primi passi nel mondo del giornalismo nel 2011 al "Tirreno" di Viareggio. Nel 2012 si laurea in Comunicazione Pubblica e nel 2014 consegue il Master in Giornalismo. Dopo varie esperienze, anche all'estero (El Periódico, redazione Internazionali - Barcellona), dal 2016 è giornalista professionista. Lavora nel web/nuovi media e sulla carta stampata (Corriere della Sera - 7, StartupItalia). Ha lavorato in TV con emittenti nazionali anche come videoeditor e videomaker (Mediaset - Rete4 e Canale 5, Ricicla.tv).