Elon Musk esce sconfitto dal dissing con Ryanair

Di il 29 Gennaio, 2026
L'amministratore delegato Michael O'Leary ha risposto a tono, con una gestione della crisi multipiattaforma da manuale che ha costretto il proprietario di X alla ritirata
Immagine di copertina creata con Sora.

Il teatrino tra Ryanair e Elon Musk può diventare un caso di scuola di gestione della crisi.

Pochi giorni fa, il proprietario dell’ex uccellino blu, aveva pubblicamente offeso l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary, invocandone il licenziamento per poi minacciare di acquistare la compagnia aerea per estrometterlo dalla guida.

Il risultato è stato, contrariamente alle sue aspettative, un incremento della reputazione per Ryanair e O’Leary stesso, grazie a una abilissima gestione della crisi attraverso diversi canali e con una accorta diversificazione dei messaggi.

La posta in gioco

La disputa tra Ryanair e Elon Musk è cominciata quando O’Leary ha annunciato che non avrebbe fatto uso del servizio wi-fi di Starlink sugli aerei della compagnia, a causa dei costi elevati: fino a 250 milioni di dollari l’anno, riporta il Wall Street Journal, considerando anche l’aumento dei consumi di carburante dovuto alla resistenza aerodinamica delle antenne esterne.

Musk non ha perso tempo e ha usato la piattaforma di sua proprietà per rivolgersi pubblicamente contro l’irlandese, dichiarandolo prima “male informato” e poi “un completo idiota”.

O’Leary lo ha a sua volta definito un incompetente, almeno sui temi dell’aerodinamica, e questo ha scatenato le ire dell’amministratore delegato di SpaceX che, come è abituato a fare, minaccia di comprare tutto ciò che sfugge al suo controllo.

Ma in questo caso la questione è più complessa.

Ryanair sta sentendo Amazon, Vodafone e Starlink per trovare la soluzione più economica ed efficiente per i suoi Boeing 737, senza incrementare i costi per i passeggeri.

Inoltre, sebbene Musk abbia cittadinanza canadese, americana e sudafricana, non ha quella europea, e sarebbe tecnicamente impossibile per lui acquistare Ryanair.

Questo non ha impedito a O’Leary di incoraggiarlo a investire nella “più grande compagnia aerea europea”, che ha aggiunto tagliente: “trarrebbe anche maggiori benefici economici rispetto a quelli derivanti dalla sua piattaforma”.

Un estratto della campagna di Ryanair. Fonte: X

Una gestione della crisi multipiattaforma

O’Leary ha ripetutamente ringraziato l’ex braccio destro di Donald Trump per la pubblicità gratuita che il dissing ha offerto alla compagnia di cui è alla guida.

“Può insultarmi quanto vuole, se i risultati sono questi”, ha detto O’Leary, chiudendo definitivamente lo scontro tra Ryanair e Elon Musk.

La gestione di questo momento di tensione si è rivelata giusta, e potrebbe rientrare in un caso da manuale, come quella del caso Astronomer.

Infatti, rispondere alle sollecitazioni di Musk può spesso portare a un aumento della tensione spiacevole, e a una escalation fuori controllo.

In questo caso non è accaduto perché la risposta di Ryanair è stata assolutamente inaspettata per Musk.

Infatti, da un lato O’Leary si è esposto in prima persona rispondendo per le rime, ma lo ha fatto scegliendo canali tradizionali: comunicati stampa, tv e radio anche preminentemente nazionali.

Ma allo stesso tempo ha lasciato il suo team social, già famoso per una comunicazione irriverente e fuori dagli schemi, rispondere con un tono adatto proprio ai nuovi media.

Così O’Leary ha tenuto banco senza ridicolizzarsi, parlando a un pubblico più in sintonia con la sua figura, anagraficamente ma anche per spirito corporativo nazionale, mentre il suo team social si è scatenato compatto contro l’esercito dei fan di Tesla.

Il risultato è stato un aumento delle vendite fino al 3% dall’inizio della disputa e in un periodo, quello post-festivo, piuttosto tiepido in termini di acquisti.

E una campagna promozionale costruita attorno allo slogan “idiots”, che è andata virale, costringendo Musk a battere anche mediaticamente in ritirata.

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Ludovica Taurisano
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Ludovica Taurisano è dottoranda di ricerca in Global History and Governance per la Scuola Superiore Meridionale di Napoli, con un progetto di ricerca sull’editoria popolare e l’informazione politica negli anni Sessanta e Settanta. Con una formazione in teoria e comunicazione politica, si è occupata di processi di costruzione dell’opinione pubblica; ha collaborato con l’Osservatorio sulla Democrazia e l’Osservatorio sul Futuro dell’Editoria di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Oggi è Program Manager per The European House – Ambrosetti. Scrive di politica e arti performative per Birdmen Magazine, Maremosso, Triennale Milano, il Foglio, Altre Velocità e chiunque glielo chieda. Ogni tanto fa anche cose sul palco.