Nuovo sindaco? Nuovi media

Di il 17 Gennaio, 2026
Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York, ha invitato influencer e creator alla sua prima conferenza stampa nella City Hall
Immagine di copertina: Il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Fonte: Shutterstock

A poche settimane dall’insediamento del nuovo sindaco di New York si torna a parlare di lui. L’idea non è nuova, ma lo è per un sindaco della grande mela.

Zohran Mamdani ha infatti invitato per la prima volta star influencer e creator a visitare il suo nuovo ufficio nel municipio della città.

Per gli influencer la fermata della metro è: City Hall.

“Questa è stata la scrivania di George Washington”, ha affermato il sindaco conducendo lui stesso gli influencer per la sala in cui si è da poco insediato.

Mamdani ha dimostrato così un atteggiamento di forte apertura nei confronti dei new media e un’attenzione particolare al mondo social.

Come rilevato dal New York Times, in questa occasione l’accesso ai cosiddetti “legacy media” (i media tradizionali) è stato interdetto.

“I giornalisti dei mezzi di comunicazione ‘tradizionali’, come il New York Post e NY1, che seguono in modo aggressivo il funzionamento quotidiano del governo municipale, sono stati esclusi. (A un cronista dei media del New York Times è stato consentito tuttavia di assistere come osservatore.)”, ha affermato Michael M. Grynbaum giornalista ed ex-capo d’ufficio del NYT a City Hall.

La vera novità sta nel fatto che, accanto alle classiche domande di politica, si sono fatte spazio curiosità e quesiti di lifestyle, portati da influencer e creator non necessariamente legati al mondo del giornalismo online.

E tutto questo, in maniera più che consapevole seguendo una vera e propria strategia orientata al digitale.

Fate largo ai social media

Quello di Mamdani non è infatti un esperimento isolato. Seguendo quanto sta accadendo alla Casa Bianca, tra Influencer Briefings e Podcasters Row, anche New York sembra riscrivere le regole dell’accesso ai palazzi del potere.

Il sindaco appare aver colto la lezione dell’era Trump, adattando le proprie strategie di comunicazione istituzionale a un panorama mediatico in rapido mutamento.

Non è un segreto che Donald Trump stia ridefinendo il rapporto tra governo e stampa, ridimensionando il ruolo storico della White House Correspondents Association come mediatrice dell’accesso alle conferenze stampa presidenziali.

Invitando influencer e podcaster alle conferenze stampa, la portavoce Karoline Leavitt sta riscrivendo una pagina della tradizione istituzionale americana.

L’immaginario collettivo, alimentato da decenni di cinema americano, ci ha abituati a giornalisti incalzanti, microfoni tesi e domande scomode durante i Press Briefing.

Nei film del futuro, probabilmente, vedremo youtuber con smartphone in mano, selfie con il presidente e domande finali su gusti personali e lifestyle.

Il messaggio è ormai evidente: il futuro dell’informazione e della comunicazione istituzionale passa dai new media.

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Karoline Leavitt, attuale portavoce della Casa Bianca. Foto: Wikimedia Commons

Una strategia bipartisan

Questo processo di adattamento non nasce però oggi.

Già l’amministrazione Biden aveva avviato una significativa disintermediazione nella gestione della comunicazione, coinvolgendo – accanto ai giornalisti tradizionali – influencer provenienti da background politici diversi, definiti apertamente come “nuove fonti di informazione”.

Il rapporto verticale tra giornalisti e pubblico, fondato sulla mediazione culturale e simbolica, è stato messo in crisi dall’ascesa dei new media. Oggi l’agenda informativa si costruisce sempre più “dal basso”, con un pubblico che partecipa attivamente alla produzione e circolazione delle notizie.

Non a caso, la struttura attuale dell’Office of Digital Strategy risale all’amministrazione Obama, la prima a integrare in modo sistematico i social media nella comunicazione presidenziale.

Come vediamo, l’apertura delle amministrazioni all’universo social non è una prerogativa repubblicana. Anzi, è stata iniziata proprio dal Partito Democratico che ora sembra arrancare dietro alle strategie più aggressive ed efficaci messe in campo dalla controparte.

Eppure, Mamdani sembra rappresentare un’eccezione nel panorama democratico.

Tra lifestyle e nuove icone di stile

All’appuntamento di City Hall sono stati invitati influencer di vario tipo. Food blogger, tiktoker specializzati in lifestyle e beauty, influencer legati alla moda: ognuno ha osservato Mamdani e il suo entourage da una prospettiva diversa.

Il sindaco, del resto, catalizza l’attenzione dell’universo social anche su aspetti apparentemente marginali della sua vita privata. Dal design del cappotto indossato dalla moglie Rama Duwaji (28 anni), agli stivali scelti per il giorno del giuramento, il mondo del web sembra essere molto interessato a questa coppia del mondo della politica.

Rama, millennial e nativa digitale, è stata una presenza attiva nella campagna elettorale del marito e per molti rappresenta uno dei motori del suo successo.

Attorno alla coppia si sta formando un vero e proprio culto digitale sui social. C’è chi ammira lo stile di lei – artista e illustratrice dal segno riconoscibile, eclettico e sempre politico – e chi si identifica nei luoghi e nelle abitudini newyorkesi che i due raccontano, direttamente o indirettamente, online.

Sposata da circa un anno, la First Lady di New York City, prima rappresentante della Generazione Z e prima musulmana in questo ruolo, è diventata un simbolo mediatico.

Dalle immagini del matrimonio in perfetto stile underground newyorkese fino alla commozione mostrata (e fotografata, condivisa, commentata) durante la cerimonia di insediamento del marito, tutto contribuisce a costruire un racconto potente e virale.

Zohran Mamdani e la moglie Rama Duwaji giurano sul corano alla presenza del senatore Bernie Sanders. Fonte: Wikimedia Commons

Una coppia che convince

Fotografati, ripostati e commentati senza sosta, Zohran e Rama incarnano un’estetica autentica e una sensibilità fortemente sociale. I temi sui quali catalizzano l’attenzione sono i diritti delle minoranze, la lotta contro la povertà, il conflitto generazionale, ma anche la questione palestinese.

Con uno stile sobrio ma innovativo, perfettamente in sintonia con le nuove generazioni, Zohran e Rama sui social funzionano. E questo elemento è percepito e sfruttato dal sindaco che proprio agli influencer sembra ora riservare uno spazio centrale nella comunicazione del suo mandato.

Coinvolgendo influencer ‘ordinari’, come @its.avelyn che si definisce nella sua bio una « Latina a cui piace correre” e racconta New York attraverso lo sport, lo staff di Mamdani ha raggiunto un’impressionante audience digitale di 82 milioni di persone.

“Dobbiamo parlare ai newyorkesi attraverso ogni mezzo in cui si riconoscono e attraverso cui osservano il mondo che li circonda, e ciascuno di voi è parte fondamentale di questo processo”, ha dichiarato il sindaco.

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Bianca Maria Esposito
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Docente esperta di comunicazione politica con un dottorato in filosofia politica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha vissuto tra Roma, Parigi e New York, dedicando la sua vita alla ricerca. Attualmente è tutor del master in Comunicazione e Marketing politico e istituzionale della Luiss School of government. Ha scritto per Agenda e IlTascabile di Treccani e su diverse riviste scientifiche.