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Disney+ non vuole più essere solo il posto dove si guarda una serie la sera, ma punta ad entrare nelle abitudini quotidiane degli utenti, competendo sul terreno dell’engagement continuo.
Il colosso americano vuole portare i video verticali dentro la piattaforma per usarli come leva strategica per contenuti, pubblicità e relazione con le nuove generazioni, sfidando TikTok e le altre piattaforme social che puntano su questo contenuto.
Non è un esperimento ma un segnale di come anche i grandi streamer, Netflix in primis, stiano riscrivendo il proprio modello per adattarsi a un consumo sempre più frammentato, rapido e guidato dagli algoritmi.
Il motivo è semplice. Disney+ è forte sul fronte degli abbonamenti, ma più debole quando si misura il coinvolgimento quotidiano.
I video verticali servono a colmare questo divario, intercettando abitudini consolidate per portarle dentro una piattaforma di streaming tradizionalmente legata al long form.

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Perché Disney+ introduce i video verticali
L’obiettivo, svelato durante il Tech + Data Showcase al CES di Las Vegas, è costruire un’esperienza più dinamica e personalizzata, capace di accompagnare l’utente in momenti diversi della giornata.
I video verticali diventano così uno strumento per aumentare la frequenza di accesso alla piattaforma e renderla rilevante anche fuori dal consumo serale di serie e film.
L’esperienza già maturata con ESPN (canale sportivo di Disney) ha mostrato che questo formato funziona come abitudine quotidiana.
Contenuti brevi, immediati, facilmente fruibili, che non sostituiscono il long form ma lo affiancano, rafforzando il valore complessivo del servizio.

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Che forma avranno i contenuti verticali su Disney+
Disney non ha scelto un approccio rigido.
I video verticali potranno nascere come contenuti originali, come rielaborazioni di clip social o come estratti adattati da film e serie.
Il punto centrale non è il formato in sé, ma la coerenza con i comportamenti degli utenti.
L’integrazione dovrà essere naturale, evitando l’effetto di un’aggiunta artificiale.
L’azienda vuole che il consumo dei video verticali si inserisca con naturalezza nell’esperienza complessiva di Disney+, contribuendo a renderla più fluida e meno legata a un’unica modalità di fruizione.
Dallo smartphone al salotto: il precedente di YouTube
La strategia di Disney richiama da vicino quanto già avvenuto con YouTube. Dopo aver osservato a lungo la crescita dei formati verticali, la piattaforma di Google ha integrato gli Shorts, scoprendo che una quota significativa di questi contenuti viene oggi vista direttamente in salotto, sulla TV.
Questo passaggio ha rotto un’associazione data per scontata, quella tra video verticali e consumo esclusivamente mobile.
Disney si muove nella stessa direzione, immaginando una convivenza tra short e long form anche sul grande schermo.

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Quando i social entrano in TV: il caso Instagram
In questo contesto si inserisce anche il tentativo dei social di uscire dallo smartphone e conquistare il televisore.
Instagram sta sperimentando l’arrivo dei Reels sulle smart TV, aprendo a un consumo più passivo e domestico dei contenuti verticali.
Non è ancora chiaro se l’esperienza diventerà davvero centrale, ma il segnale è evidente: il confine tra social e televisione si sta assottigliando.
La scelta di Disney+ di puntare sui video verticali va letta anche alla luce di questo trend.
Non si tratta solo di adottare un formato popolare, ma di prepararsi a un contesto in cui il linguaggio dei social diventa parte integrante dell’esperienza televisiva.

Gen Z, Gen Alpha e la fine del consumo “unico”
Le nuove generazioni non pensano più ai contenuti in termini di durata, ma di funzione.
Non sempre vogliono dedicare ore a un singolo prodotto, soprattutto su mobile. Cercano esperienze rapide, continue, adattabili ai momenti liberi della giornata.
I video verticali rispondono a questa logica e permettono a Disney+ di parlare lo stesso linguaggio culturale delle piattaforme social, senza rinunciare al proprio posizionamento editoriale e produttivo.
Pubblicità, dati e misurazione: cosa cambia
L’introduzione dei video verticali è accompagnata da una revisione profonda dell’offerta pubblicitaria.
Disney sta investendo in nuove metriche capaci di collegare costruzione del brand e performance, integrando dati proprietari e misurazioni di terze parti.
Il colosso americano vuole offrire agli inserzionisti una lettura più chiara dell’impatto reale delle campagne, superando la separazione tra awareness e risultati diretti.
In questo quadro, i nuovi formati diventano anche nuovi spazi di sperimentazione per i brand.

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Lo sport come ancora culturale della piattaforma
Accanto all’innovazione sui formati, Disney ribadisce il ruolo centrale dei contenuti live, in particolare dello sport.
ESPN continua a rappresentare una quota dominante della visione sportiva in diretta e a concentrare l’attenzione pubblicitaria nei momenti di maggiore rilevanza culturale.
Lo sport resta uno dei pochi contenuti capaci di garantire attenzione simultanea e condivisa, un elemento sempre più raro nel panorama frammentato dei media digitali.




